Indietro
menu
Piano strategico di area vasta

Confindustria a confronto con Romagna Next. Pesaresi rilancia la "Città Romagna"

In foto: Alessandro Pesaresi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 5 apr 2022 11:00
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Il Presidente della delegazione riminese di Confindustria Romagna, Alessandro Pesaresi, ha partecipato all’incontro organizzato dal coordinamento Romagna Next, di cui il Comune di Rimini è ente capofila e referente operativo del progetto.

“Il progetto costituisce una sperimentazione pilota a livello nazionale di un percorso di pianificazione strategica a medio-lungo termine, che coinvolge tutte le province romagnole, esattamente come propone il progetto Città Romagna lanciato dalla nostra associazione – spiega Pesaresi – in questo senso è stato utile e interessante vedere delineati i contorni di quello che potrà essere un piano strategico di area vasta per il nostro territorio”.

In un momento di difficoltà senza precedenti, all’uscita da una pandemia, schiacciati tra costi proibitivi delle materie prime e uno scenario bellico nel cuore dell’Europa, si potrà affrontare la tempesta solo ragionando in ottica di area metropolitana. “Cogliamo quindi l’occasione di questo incontro – aggiunge Pesaresi – per porre l’attenzione su quei temi, individuati con il progetto Città Romagna, che riteniamo debbano essere al centro delle azioni strategiche da intraprendere, in tempi rapidi, per il rilancio e lo sviluppo della nostra terra”.

Così Confindustria Romagna sintetizza i principali temi affrontati.

Le connessioni: un territorio che vuole confrontarsi e competere con il resto del mondo deve essere facilmente accessibile: da questo punto di vista la sua dotazione infrastrutturale è fattore di competitività imprescindibile.  Su Rimini, questo si traduce in collegamenti fra il capoluogo e le aree produttive limitrofe con tempi di percorribilità accettabili: dalla Marecchiese alla zona industriale di Santarcangelo, per citare i due casi più evidenti. Il ruolo strategico dell’aeroporto, di IEG e dei palacongressi, deve essere al centro di politiche e azioni concrete in chiave industriale e turistica.

Transizione energetica: la Romagna e Rimini possono giocare un ruolo importante nella transizione energetica. Giungere quanto prima all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili è un obiettivo condiviso: non possiamo più permetterci veti o lungaggini burocratiche. La diversificazione delle fonti è imposta dalle difficoltà di approvvigionamento, e sul parco eolico di Rimini occorre ora procedere senza ulteriori indugi.

Welfare: l’emergenza sanitaria, il calo demografico, l’invasione dell’Ucraina e le conseguenti sanzioni alla Russia, l’aumento dell’inflazione, stanno avendo un fortissimo impatto sociale. Una situazione che può essere gestita solo con politiche di welfare che mettano la persona al centro e che prevedano piani concreti condivisi e realizzati da tutti, istituzioni, associazioni ed enti, cittadini e aziende che nel loro ruolo sociale di impresa sono impegnate con molte iniziative.

Conoscenze e formazione: è necessario, anche alla luce del successo del progetto universitario dei multicampus romagnoli, ampliare ai massimi livelli la collaborazione con l’ateneo, valutando anche la possibilità di aprire anche ad altre Università, nazionali e internazionali, così come occorre sviluppare ulteriormente gli Istituti Tecnici Superiori e le business school. L’alternanza scuola-lavoro deve evolversi nell’integrazione scuola-lavoro, per formare profili e competenze che rispondano ai rapidissimi mutamenti dei mercati e alle nuove esigenze aziendali.