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alle 20:35 sul canale 91

Sospese le visite all'Asp Valloni per contagi. A tutta salute si parla di demenza e Alzheimer

In foto: a tutta salute la direttrice del ASP Valloni e Giorgio Romersa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 1 feb 2022 12:28 ~ ultimo agg. 2 feb 07:13
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Questa sera alle 20:35 sul canale 91, nel consueto appuntamento del martedì con la trasmissione “tutta salute”, si parlerà del trattamento della demenza e dell’Alzheimer e di come è cambiata la gestione con la pandemia. Ospiti di Lucia Renati negli studi di IcaroTV in via Cairoli, saranno la direttrice dell’Asp Valloni-Marecchia Manuela Graziani e il presidente dell’Associazione Alzheimer Rimini Giorgio Romersa. 

La direttrice dell’Asp Valloni Marecchia ha fatto sapere che, dopo un periodo senza contagi e quindi una gestione abbastanza tranquilla della situazione, attualmente in struttura ci sono circa sette persone contagiate e le visite dei parenti sono state temporaneamente sospese. “Le persone stanno bene, grazie ai vaccini – ha detto la direttrice – tuttavia, purtroppo, in questo momento, su indicazione del Dipartimento, abbiamo chiuso temporaneamente le visite”.

Alzheimer e demenza: gli effetti della pandemia.

La pandemia ha travolto tutti e tutto, ma a pagare il conto più salato sono state le persone già fragili. Il lockdown, nel picco della pandemia, ha aperto la strada a un’altra emergenza, oltre a quella legata ai contagi. Insieme ai pazienti oncologici, tra i più penalizzati ci sono state le persone affette da demenza. E, naturalmente, le loro famiglie. Aggiungiamo anche il danno provocato dall’ingresso del virus nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA), che hanno vissuto momenti drammatici.

Nella provincia di Rimini ci sono dai 4.500 ai 5.000 malati di Alzheimer, con circa 400 nuovi casi ogni anno gestiti prevalentemente dai familiari con l’aiuto prezioso dell’associazione Alzheimer Rimini (che lavora a stretto contatto con il Centro demenze dell’Ausl Romagna). Aiuti che, con l’isolamento sono venuti meno. E le famiglie hanno vissuto un momento davvero difficile, perché operano in un contesto in cui non ci sono farmaci e il carico ricade interamente sulla famiglia.

Gli esperti evidenziano un legame tra pandemia-deterioramento del cervello. Gli epidemiologi ci ricordano che è già successo: tra coloro che contrassero la spagnola un secolo fa, per esempio, il rischio di avere il Parkinson nel lungo periodo crebbe di un fattore da due a tre. Questo ci dice che bisogna farsi trovare pronti. Lo siamo? Cosa è stato fatto e cosa si sta facendo? Quanta strada c’è ancora da fare?

La puntata sarà visibile su Icaroplay.it

Tutta Salute