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venerdì 20 maggio 2022
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sabato 22 gennaio

Al teatro Petrella di Longiano Sara Jane con "Non siamo tutti eroi"

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 20 gen 2022 16:02
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Sara Jane Ghiotti presenta al teatro Petrella di Longiano il suo nuovo album “Non siamo tutti eroi“. L’appuntamento è per sabato 22 Gennaio alle 21. Con lei, sul palco, Vanessa Cremaschi, violino, Lea Canini, violino, Giulia Lazzarini, viola, Giovanna Famulari, cello, Silvia Valtieri, piano Camilla Missio, contrabbasso Enrico Smiderle, batteria. Ospite: Valeria Sturba, theremin.

Si tratta di un progetto che indaga l’universo poetico di Piero Ciampi, dopo uno studio approfondito che ne ha rivelato il lato umano, fatto di debolezze, fedi e cadute. Per il disco Sara Jane ha selezionato alcuni brani in modo da far rivivere catarticamente  il suo difficile e controverso rapporto con la donna, attraverso l’esecuzione da parte di organici interamente femminili dei suoi arrangiamenti, una sorta di riconciliazione, prima di tutto personale che finisce per assumere una dimensione più universale.

A proposito di Non Siamo Tutti Eroi Sara Jane afferma “La mia scrittura si è concentrata sul quartetto d’archi, come continuum del mio mezzo espressivo, in accompagnamento alla mia voce. Da solo ed abbinato ai diversi strumenti armonici come pianoforte, arpa, vibrafono ma anche coro e ritmica. La rilettura asciutta del contrappunto orchestrale degli anni ’60 si è trasformata man mano nella parafrasi del fraseggio pianistico di Gianni Marchetti, storico collaboratore e autore di molte delle musiche di Ciampi. In “Confesso” ho sentito l’esigenza di rendere più violento il suono, introducendo un quintetto di sax, fino ad abbandonare l’armonia nel ballo e duello con la batteria di “Andare Camminare Lavorare”, premiando il ritmo linguistico della scrittura di Ciampi. Ho voluto giocare coi significati, sovrapponendo i testi di “Tento Tanto” e “Te lo faccio vedere chi sono io” ed ho scelto di rispettare l’irregolarità della metrica di alcuni brani, privi delle comuni quadrature, liberando la spontaneità ritmica della poesia. Ho decodificato la complessità delle melodie, levigate, ma non cancellate, dall’ingravescente fraseggio gridato di Ciampi. Il disco si chiude tornando all’atmosfera alleggerita di “L’amore è tutto qui”  in cui la sonorità eterea del Theremin asciuga il suono dell’orchestra, fino a diventarne lo spettro.”

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