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Costruire un'alternativa

Il lavoro sfruttato nel turismo. Il presidio di ADL Cobas

In foto: il presidio di oggi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 6 nov 2021 14:51 ~ ultimo agg. 16:46
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Questa mattina ADL Cobas ha promosso un presidio davanti al ristorante “Chi sburon” a Marina centro, con il quale è in corso una delle vertenze che il sindacato sta promuovendo per il rispetto dei diritti dei lavoratori.
Come ogni autunno, alla fine della stagione estiva – ha detto Federico Colomo, delegato sindacale ADL Cobas – si tirano le somme. E nonostante una pandemia ancora in corso e le tante paure che imprenditori e politici lamentavano in primavera, i dati ci dicono che nel nostro territorio le presenze turistiche sono state da record, a volte addirittura maggiori che in pre-pandemia. Il mantra “salvate il turismo!” deve aver funzionato, visto che, stando ai numeri delle presenze e visti anche i cospicui sostegni economici pubblici, sembra che il turismo in Italia sia salvo. L’industria turistica però, non è composta solo da imprenditori e consumatori, ma si regge su migliaia di lavoratori e lavoratrici per i quali questa stagione, come le precedenti, segna record negativi”.

Ma a fronte dei numeri dell’affluenza questa stagione turistica è stata segnata da diffuse difficoltà nel trovare personale e da un lavoro “in perenne emergenza e sotto organico per chi ha lavorato”.
Questo ha fatto sì che le condizioni di lavoro –  prosegue Colomo – già da tempo troppo pesanti, siano ulteriormente peggiorate, a discapito della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. L’impossibilità di trovare lavoratrici e lavoratori per la quale tanti imprenditori hanno pianto e continuano a piangere in TV ha cause ben precise: il lavoro nel turismo stagionale è un lavoro fondato sul forte sfruttamento della manodopera”.

Per Azzura Pignatti, delegata sindacale e lavoratrice del turismo, si tratta di “un sistema per cui, ogni anno il lavoro diventa più lungo e pesante e le buste paga si riducono – prosegue Azzurra – un sistema basato sulla precarietà e che quindi favorisce la ricattabilità di lavoratori e lavoratrici, un sistema che mentre ingrossa le tasche di qualcuno, impoverisce la qualità della vita di molti e molte e anche della città stessa. La turistificazione selvaggia ha infatti anche un enorme impatto sulla dimensione urbana e di vita di cittadini e cittadine nella disponibilità e nel costo delle case in affitto, la stragrande maggioranza delle quali è consegnata al mercato degli affitti brevi o a piatta- forme come Airbnb; nella crescente e sempre più visibile sottrazione di spazio pubblico in favore di ristoranti, bar e attività commerciali, ma anche nella mobilità nei termini dell’organizzazione del servizio di trasporto pubblico come nel grande traffico cittadino e del conseguente inquinamento”.

Nell’intervento conclusivo del presidio di oggi, Federico Colomo ribadisce “ la necessità di rilanciare gli impegni e la lotta nei prossimi mesi e settimane, non ci sono giunte amiche, e l’attuale amministrazione comunale della città, si sta muovendo in linea con le precedente amministrazione, nella svendita e trasformazione della città, in città merce”.

Per questo – continuano Colomo e Pignotti, “come ADL Cobas siamo convinti che questo sistema non sia più sostenibile, né per le singole lavoratrici e lavoratori né tantomeno per la collettività e la città. Per questo continueremo a manifestare anche per tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che credono di non poter uscire dalla logica del ricatto che domina l’intero settore turistico. Un’alternativa ad un turismo dello sfruttamento delle persone e dei territori c’è, e siamo pronti e pronte a costruirla insieme a lavoratrici e lavoratori”.