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Funzioni miste

Ex Questura. I proprietari: nessun centro commerciale, voci senza fondamento

In foto: l'edificio di via Bassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 24 nov 2021 13:11 ~ ultimo agg. 25 nov 10:00
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Sono voci senza fondamento quelle che paventano l’ipotesi di un nuovo centro commerciale nell’area della ex Questura di via Ugo Bassi a Rimini. A sgombrare il campo è Ariminum Sviluppo Immobiliare, società che si è aggiudicata il lotto per oltre 14 milioni di euro. “Il punto di partenza – si legge in una nota – è il Piano Integrato del 2020, approvato dal Comune di Rimini e destinato ad ottenere i finanziamenti regionali per la realizzazione degli alloggi ERS di edilizia sociale. In quel piano erano già previste funzioni miste pubbliche e private. Sulla base di quelle informazioni ASI ha ritenuto ci fossero i presupposti per un intervento di rigenerazione. Una valutazione imprenditoriale che andrebbe del tutto rispettata.” Ariminum, che è in attesa di un incontro con l’amministrazione riminese, definisce “fuorviante e non corretto associare ASI all’arrivo di qualunque brand commerciale”. Non c’è scritto da nessuna parte – prosegue la nota – che in via Bassi si realizzerà un centro commerciale, funzione ormai superata nella sua corretta definizione e nemmeno idonea alla location.

La nota di Ariminum Sviluppo Immobiliare

È positivo ed auspicabile che siano sempre accese le luci dell’attenzione pubblica sulle scelte che riguardano l’utilizzo delle aree che nelle nostre città attendono, magari da anni, un intervento di riqualificazione.

La migliore scelta dipende secondo noi da vari fattori che virtuosamente confluiscono: chiarezza ed efficienza nei soggetti promotori, esclusivo interesse per la comunità negli organi amministrativi e politici, obiettività e competenza negli osservatori.

Venendo al tema che riguarda la progettazione sull’area ex Questura, ASI ritiene di aver dato già una prima importante dimostrazione. Dopo essersi aggiudicata l’asta, la società ha immediatamente ceduto gratuitamente all’Amministrazione le aree pubbliche realizzate all’interno del compendio di via Bassi, con una celerità fin qui sconosciuta e in piena collaborazione con il Comune di Rimini.

In linea generale, siamo convinti che la rigenerazione di un’area così preziosa debba essere definita da un progetto urbano di rilevante interesse pubblico, anche più ampio rispetto alle previsioni iniziali. Per parlare di questo siamo in attesa di incontrare l’Amministrazione, alla quale abbiamo chiesto un confronto che decolli da queste basi.

Il punto di partenza è il Piano Integrato del 2020, approvato dal Comune di Rimini e destinato ad ottenere i finanziamenti regionali per la realizzazione degli alloggi ERS di edilizia sociale. In quel piano erano già previste funzioni miste pubbliche e private. Sulla base di quelle informazioni ASI ha ritenuto ci fossero i presupposti per un intervento di rigenerazione. Una valutazione imprenditoriale che andrebbe del tutto rispettata. Non è cambiato nulla, non ci furono polemiche al tempo di quell’adozione e sono fuori luogo ora.

È anche fuorviante e non corretto associare ASI all’arrivo di qualunque brand commerciale. È comprensibile ci siano attenzione, curiosità, anche interessi da proteggere, ma allo stato attuale qualsiasi accostamento di questo tipo sposta il focus su questioni inesistenti ed estranee alla realtà. Non c’è scritto da nessuna parte che in via Bassi si realizzerà un centro commerciale, funzione ormai superata nella sua corretta definizione e nemmeno idonea alla location.

Viviamo un momento sociale ed economico che chiede riflessioni, non pregiudizi o superficialità. Servono conoscenza e competenza, oltre alla massima concentrazione sui fattori positivi per la collettività. Siamo pronti ad entrare nel vivo di questo confronto.

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