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A Rimini

E' per te. Una camminata per dire "no" alla violenza sulle donne

In foto: L'avvio della camminata ©Riccardo Gallini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 27 nov 2021 18:10 ~ ultimo agg. 28 nov 12:16
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Nella settimana in cui si è celebrata la Giornata contro la violenza sulle donne, a Rimini è tornato l’appuntamento con “E’ per te”. La camminata, stoppata lo scorso anno dall’emergenza covid, organizzata dal comune di Rimini, in collaborazione con la Provincia e l’Associazione Rompi il silenzio, per sensibilizzare la cittadinanza.

112 femminicidi nel 2020, 109 nei primi 11 mesi del 2021. Numeri tragici quelli della violenza sulle donne, la punta di un iceberg a cui purtroppo la pandemia non ha posto argine. Anzi ne ha accentuato gli effetti, impedendo alle vittime di chiedere aiuto a causa della convivenza forzata con i propri aguzzini.

L’intervento della vicesindaca di Rimini Chiara Bellini

Già il fatto di essere qui è per tutti noi una grande vittoria. Quella che facciamo tutti insieme, oggi, pur in una edizione ridotta perché abbiamo fatto un tragitto più breve, con meno soste, per ragioni di sicurezza, è dare un segnale visibile, tangibile della nostra intenzione di contrastare vincere la violenza. Purtroppo la violenza di genere è qualcosa di radicato nella nostra società e la violenza non la combattiamo solo con una camminata. La violenza la si combatte tutti i giorni attraverso una serie di persone e di associazioni che sono in prima linea e si attivano perché questo fenomeno abbia fine: i centri antiviolenza, le forze dell’ordine, i volontari, i professionisti che ci accompagnano. Gli sportelli sono solo una parte del grande lavoro che fanno queste persone, che è di fatto un lungo e silenzioso percorso di aiuto che accompagna le donne vittime di violenza verso una progressiva emancipazione. Abbiamo ospitato nell’ultimo consiglio comunale, per una toccante testimonianza, una delle attiviste storiche riminesi, Elvira Ariano. Che ha ricordato come il fenomeno del femminicidio sia solo la punta di una piramide di violenza. La più eclatante, quella che fa scalpore sui giornali. Ma ce n’è una più strisciante che fa meno rumore ma è altrettanto dolorosa per tutte noi che la abbiamo vissuta almeno una volta. E’ la violenza culturale. Non c’è solo il pugno in faccia a fare male, perché basta una piccola prevaricazione un commento sessista o sul nostro aspetto. Offese che danno fastidio ma che a volte hai anche paura di fare notare per non rischiare di ingigantire. Ecco con questa camminata noi oggi possiamo dare un segno di carattere culturale. Il tema della violenza di genere è anche un fatto culturale che noi dobbiamo sradicare con azioni e gesti quotidiani come è anche con questa camminata. Questo momento è un nuovo inizio, dopo la pandemia sanitaria, per far partire una serie di attività che questa città vuole mettere in atto per tutto l’anno e non solo per il 25 novembre e la camminata. Il mio, infine, è un ringraziamento a tutte quelle donne a quelle associazioni, a partire da Rompi il silenzio, con cui da settimane lavoriamo insieme per questo momento. Chi ha preparato la ciambella, chi la logistica, chi i rapporti con le forze dell’ordine, chi gli striscioni e le bandiere. A tutte loro va il grazie mio e della città di Rimini

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di Redazione