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Osservatorio Cna

La burocrazia è una zavorra anche per la transizione ecologica

In foto: Mirco Galeazzi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 26 ott 2021 11:52
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La burocrazia si conferma un serio rischio non solo per chi vuole fare impresa ma anche per la transizione ecologica. E’ quanto emerge dal terzo rapporto dell’Osservatorio “Comune che vai burocrazia che trovi” di CNA. “La transizione ecologica, per quanto concetto “pieno di futuro” rischia di bloccarsi nelle sabbie mobili di un presente lento fatto di cavilli e procedure che rallentano la crescita e gli investimenti delle imprese” rileva Mirco Galeazzi Presidente di CNA RiminiLa forza dell’Osservatorio sulla Burocrazia della CNA ci permette di partecipare ai tavoli di Governo nazionale e locali coniugando un momento rivendicativo con delle intenzioni propositive. Il nostro Osservatorio vuole essere uno strumento concreto ed oggettivo per semplificare le procedure e mettere le imprese nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Semplifichiamo e digitalizziamo, ce lo chiede l’Europa, e questo strumento sarà a disposizione anche di tutti i sindaci del nostro territorio con i quali ci confrontiamo periodicamente e può rappresentare una base da cui partire per raggiungere tali obiettivi”.

Sono diversi i settori in cui la burocrazia, guardando alla transazione ecologica, diventa zavorra per le imprese: un segmento, ad esempio, è quello degli installatori. La gestione dei rifiuti e dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche) comprende due normative differenti che non consentono di comprendere agevolmente cosa si intenda per rifiuto (parti di apparecchiature o per RAEE (apparecchiatura interna), manutenzione, installazione, sostituzione con troppe differenze negli adempimenti per gli installatori alle prese non affatto con una semplificazione ma un doppione, di fatto ci si deve attenere ad un doppio regime, con anche grandi difficoltà nell’individuazione dei corretti codici. Tra l’altro, nell’ottica della sostenibilità, andrebbe osservato come la manutenzione allunghi il ciclo di vita di un bene e dovrebbe essere premiata per la mancata produzione di un rifiuto: la premialità potrebbe consistere non già in un riconoscimento economico bensì in un alleggerimento burocratico. Ulteriore criticità emersa dallo studio è rappresentata dalla dichiarazione di conformità degli impianti rilasciata dagli installatori una volta terminato il lavoro. Ai sensi dell’art. 11, del D.M. n. 37/2008, questa deve essere inviata in formato telematico al SUAP, ma nella pratica se ne perdono le tracce. I risultati dell’indagine mettono in evidenza che non esiste una piattaforma regionale utilizzata da tutti i comuni per la presentazione della dichiarazione di conformità, ma si riscontrano a livello nazionale sistemi condivisi oppure piattaforme autonome utilizzate da singoli comuni.

La sburocratizzazione rappresenta un tassello importante per la transizione green. Ad esempio nel settore della moda, ampiamente monitorato nella provincia di Rimini, la produzione orientata all’economia circolare potrebbe essere rallentata già in fase di avvio attività a causa dei tempi incerti per l’ottenimento dell’autorizzazione unica ambientale (AUA) e così dalla fase di produzione a quella della gestione degli scarti le imprese incontrano costantemente ostacoli burocratici che allontanano le imprese dal percorso virtuoso verso la transizione green a discapito dell’ambiente. Nonostante le previsioni normative e le diverse misure di semplificazione intervenute negli anni, sia in tema di Sportello Unico che di procedimenti amministrativi permane una disomogeneità a livello locale sulla gestione dei SUAP e, in generale, delle procedure complesse come l’AUA gestite interamente in modo telematico: al momento della presentazione della pratica, a seconda della tipologia di istanza, il SUAP si comporta in modo diverso per le differenti piattaforme informatiche utilizzate in comuni, regioni o camere.

CNA _ Osservatorio Burocrazia _ Terzo Rapporto

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