Indietro
menu
la sentenza

Litiga con la fidanzata e uccide il suo cane con un forcone: 40enne condannato

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 15 set 2021 14:35 ~ ultimo agg. 16 set 13:21
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

È stato condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa), con sentenza emessa il 10 settembre dal Tribunale di Rimini, l’uomo ritenuto responsabile della violenta e crudele uccisione della Jack Russel Terrier di nome Gina. La cagnolina, di proprietà della fidanzata, un’amazzone milanese che aveva denunciato l’allora compagno, un cavaliere bergamasco oggi 40enne, morì tra atroci sofferenze nell’agosto 2014 durante un concorso ippico in corso a San Giovanni in Marignano.

La cagnolina di 10 anni fu colpita con un forcone per poi essere chiusa in un sacco dato alle fiamme. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo un alterco con l’allora fidanzato durante il concorso, la proprietaria di Gina era andata a dormire nel van, che oltre al trasporto cavalli era anche adibito durante le trasferte in gara ad alloggio per la notte di cavalieri e personale di scuderia. La mattina successiva, quando la donna vide rientrare nel van l’allora compagno cavaliere, si accorse che del suo amato cane non vi erano più tracce. “Cercatelo da sola”, fu la frase che allarmò la donna. Dopo diverse ricerche, e con l’aiuto degli organizzatori del concorso, il corpo martoriato e in parte ustionato della cagnolina, rinchiuso in una busta di plastica, venne ritrovato appena fuori dalle strutture del centro ippico, in un campo. I gemiti di sofferenza di Gina proseguiranno fino alle cinque della mattina dopo, quando esalò gli ultimi respiri.

L’ex compagno della donna, difeso dall’avvocato Luca Greco, ha sempre negato di aver ucciso Gina e ha annunciato il ricorso in Appello. Il 40enne tra l’altro ha provveduto al risarcimento in via privata, mentre dovrà versare mille euro di provvisionale a ciascuna delle due associazioni animaliste costituitesi a loro volta parte civile. “Non era quello che volevamo, ci saremmo aspettati una pena meno blanda – commenta Piera Rosati, presidente nazionale della Lega per la difesa del cane (Lndc). La crudeltà e la violenza di questo uomo, che si scatenò allora verso la povera Gina, potrebbe riesplodere all’improvviso verso altre creature indifese”. 

Notizie correlate
di Redazione