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Lavoro stagionale. Rimini Coraggiosa: c'è una falsa narrazione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 10 set 2021 11:35
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Rimini Coraggiosa, partito che con la coalizione di centrosinistra sostiene la candidatura a sindaco di Jamil Sadegholvaad, punta il dito sugli imprenditori locali che denunciano la difficoltà nel trovare lavoratori. Una problematica spesso imputata al fatto che molti giovani preferiscono percepire il reddito di cittadinanza. “Una falsa narrazione” si legge in una nota “perché molti datori di lavoro non si rivolgono al centro per l’impiego, che giustamente chiede di comunicare orari di lavoro, Contratti Nazionali di riferimento e tipologia del rapporto di lavoro“. Coraggiosa ricorda che “ci sono migliaia di lavoratori e lavoratrici, molte stagionali, che percepiscono salari medi inferiori ai 1000 euro mensili“. “Dopo anni di diffusione del solo lavoro povero – attacca Coraggiosa -, precario e irregolare e del conseguente peggioramento delle condizioni lavorative, ci sono rappresentanti di associazioni datoriali che scaricano ancora una volta sulla parte più fragile e povera la responsabilità di un sistema che da anni è malato e che ha portato ad una sorta di accettazione del tutto in assenza di opportunità lavorative serie e dignitose.” “Purtroppo – continua la nota del coordinamento del partito – questa situazione non crea danni enormi solo ai lavoratori ed alle lavoratrici ma anche a quegli imprenditori che le leggi e le regole le rispettano. Per Coraggiosa Rimini occorrono politiche economiche con forti contenuti qualitativi e di sostenibilità che ponga al centro il lavoro, le persone e la loro dignità. Il tema del lavoro necessita di una attenzione particolare per l’importanza che ha nella vita delle persone e delle famiglie della nostra città. Per queste ragioni Coraggiossa Rimini si impegnerà con la futura amministrazione affinché tale problematica trovi spazio nei necessari tavoli di concertazione tra parti sociali , associazioni datoriali e istituzioni, affinché sia una maggiore distribuzione della ricchezza , si dia il giusto valore al lavoro, alla qualità della formazione e delle professionalità e si possa sostenere le imprese sane e corrette” conclude.

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