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Più ombre che luci

Il bilancio di fine mandato del coordinamento ambientalista. A Rimini risultati deludenti

In foto: l'abbattimento di un albero
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 11 set 2021 18:18 ~ ultimo agg. 18:33
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Qualche risultato è arrivato ma sono di più le situazioni per le quali è mancata la risposta. Questo, in sintesi, il bilancio del coordinamento delle associazioni ambientaliste di Rimini al termine dei cinque anni dell’amministrazione Gnassi. Agli slanci iniziali non ha fatto seguito la capacità di adeguarsi alle situazioni incombenti, lamentano le associazioni.


Il documento delle associazioni ambientaliste:

Fine legislatura, tempo di bilanci  anche per le ass.ni ambientaliste… Dopo cinque anni di confronto con l’A.C. gli ambientalisti del Coordinamento di Rimini valutano i risultati ottenuti…Risultati positivi solo per alcuni obiettivi parziali, ma deludenti sui principali temi posti all’A.C. : Piano del verde, Riuso delle acque depurate. Proposte di ricorso diffuso al fotovoltaico e recupero/riuso dell’acqua nel Parco del mare

Il confronto con l’A.C. era nato sul tema della cura e gestione del Verde urbano, che aveva visto una forte perdita di alberi negli anni precedenti. A fronte degli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico le Ass.ni avevano chiesto da subito maggior cura e potenziamento del patrimonio verde, e in prospettiva la progettazione di un vero Piano del Verde, per migliorare la qualità della vita urbana e rendere la città, ed il nostro territorio, più vivibili e resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici. Abbiamo ottenuto cosi la rimessa a dimora di molti alberi venuti meno negli anni sui viali cittadini e ci sono stati anche nuovi impianti in aree verdi della città, cosa che non avveniva da anni. E salvato qualche pianta anche in Piazza Malatesta

Questi, assieme a momenti utili di confronto anche su altri temi, con l’Assessorato all’Ambiente e pure con altri uffici, i risultati positivi avuti.

Ma tantissimi altri alberi sono stati ancora sacrificati per progetti che hanno sì riqualificato o abbellito settori della città, ma con progettazioni poco attente al rispetto del verde esistente…Esempio chiaro di ciò la dura battaglia che abbiamo dovuto fare per modificare il progetto della condotta PSBO nei parchi Cervi e Fabbri… Oltre 5000 le firme raccolte a modifica del progetto, che il sindaco Gnassi non ha mai voluto ricevere. E salvate un centinaio di piante destinate a morte da una progettazione frettolosa e per niente attenta al valore del verde. Le ripiantumazioni fatte a compensazione delle piante tolte? Alberelli, che saranno piante vere fra 20/30 anni, e magari in qualche caso destinati al taglio molto prima perché messi troppo fitti Ma soprattutto mai si è messo mano al Piano del Verde, idea evidentemente del tutto estranea alle priorità e alla sensibilità della Giunta Gnassi. Totale sordità in merito, nonostante le ripetute richieste delle associazioni.

E stessa sordità abbiamo registrato per le proposte di riuso delle acque depurate a fini agricoli e civili, anche se espressamente previsto dai piani regionali per la gestione della risorsa idrica. Esplodono ormai ovunque gli effetti del climate change, il Sud  d’Italia brucia e la siccità fa danni gravi anche alle produzioni agricole, ma pensare al riuso dei circa 50 mila mc di acqua depurata già usabili che ogni giorno finiscono in mare dal depuratore di S. Giustina è cosa proibita. Non se ne deve neanche parlare. A vantaggio di chi?

Stessa sorte hanno avuto le proposte per un turismo più sostenibile e non solo balneare, diverso dalla “monocultura” di tutta la costa, avanzate per l’area di Rimini Terme, pensata come area per la salute, il recupero fisico e per la tutela dei valori storico culturali e naturali ancora esistenti

E Nessuna risposta infine abbiamo avuto, dopo i primi positivi momenti di confronto con gli Uffici, per le proposte di “buone pratiche” da introdurre nel cosiddetto Parco del mare, come il ricorso generalizzato al fotovoltaico e alle pratiche per il risparmio idrico e per il riuso dell’acqua delle docce degli impianti balneari per irrigare aiuole e piante in spiaggia e nei nuovi lungomare. No quindi al progetto di eolico in mare, ma anche no a un moderno fotovoltaico nel Parco del mare, che tra Bellaria e Riccione può far nascere una vera comunità solare al servizio del turismo e della Riviera…Che senso ha, al tempo dei cambiamenti climatici e dei problemi di siccità, un “parco del mare” proiettato al futuro senza fotovoltaico e con un uso massiccio di acqua di rubinetto per irrigare piante ed aiuole?

Per le ass.ni ambientaliste questi temi erano e sono troppo importanti per rimanere senza risposta. A fronte degli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico servono una visione di ampio respiro e azioni innovative conseguenti, come quelle che abbiamo proposto.

Dopo gli slanci e le dichiarazioni iniziali ci pare che questa visione, e insieme la capacità di adeguarsi alle emergenze incombenti, siano mancate alla Giunta Gnassi.  I risultati del confronto avuto sono stati quindi deludenti per gli ambientalisti.

Da qui, da questi temi fondamentali, occorre però ripartire ora e lavorare nei prossimi anni. E questi sono i temi che porremo ai nuovi candidati sindaci.

 

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