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I 50 anni del Festival

Santarcangelo 2050, conto alla rovescia per un'edizione speciale

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 6 lug 2021 15:47
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Conto alla rovescia per Santarcangelo 2050, capitolo conclusivo del cinquantennale del Festival che lo scorso anno ha vissuto un’edizione limitata dall’emergenza covid. Quest’anno, con i Motus sempre al timone, anche l’esperimento di un villaggio per artisti nel parco Baden Powell. Si parte l’8 luglio.

Dall’8 al 18 luglio va in scena Futuro Fantastico (II movimento). Festival mutaforme di meduse, cyborg e specie compagne, ultimo atto di Santarcangelo Festival 2050, il cinquantenario della più longeva manifestazione italiana dedicata alle arti della scena contemporanea.
Più di 50 compagnie e un totale di oltre 150 repliche per l’ultima edizione diretta da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò di Motus: undici giorni di intensa programmazione daranno vita a un’opera corale contraddistinta da una forza irrequieta e in continua transizione, scambio e ibridazione, che accorcia le distanze tra teatro, arte, cinema, musica, letteratura e antropologia.
Quest’anno il Festival torna a ospitare la scena internazionale generando contaminazioni sempre nuove con mondi culturalmente e geograficamente lontani. Un viaggio con una forte apertura a processi partecipativi che sconfinano nell’invasione degli spazi pubblici, dalla piazza al paesaggio naturale, per un inno alla trasformazione, che vede un programma articolato in capitoli tematici.

In occasione del 50esimo anniversario, la prima giornata del Festival ha in programma tre appuntamenti dedicati. Alle ore 19, allo Sferisterio, trasformato già dalla scorsa edizione nel Bisonte Cafè, si presenterà in anteprima nazionale il libro Santarcangelo 50 Festival della storica e critica del teatro Roberta Ferraresi, edito da Corraini Edizioni (2021, 320 pp., 40 €), che raccoglie i risultati di due anni di lavoro e studio sulla storia del Festival. Il volume, disegnato in collaborazione con l’ISIA di Urbino, segue l’avvicendarsi delle direzioni artistiche dal 1971 a oggi, ma è concepito come un nuovo punto di partenza più che d’arrivo. Un ricco apparato di immagini, fotografie di scena e documenti d’archivio accompagna il testo, mentre le sezioni “Oltrefestival” e “Data/Stories” – attraverso grafici, mappe e linee del tempo – ci guidano nell’esplorazione di cinquant’anni di Festival da diverse prospettive. Oltre a Roberta Ferrarese, autrice del testo principale, partecipano alla presentazione Fabio Bruschi, Teresa Chiauzzi, Laura Gemini Jonathan Pierini, Marco Tortoioli, curatori degli approfondimenti che indagano aspetti specifici, dai luoghi al pubblico fino ai manifesti del Festival. L’ingresso alla presentazione è gratuito.

La Galleria dell’Immagine dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini – presso la Biblioteca Civica Gambalunga – ospiterà la mostra fotografica Santarcangelo ’80 Revisited, a cura di Uliano Lucas, con fotografie di Carla Cerati, Mario Dondero, Maurizio Bizziccari, Maurizio Buscarino, Gian Butturini e dello stesso Lucas. La rassegna è promossa da Fabio Bruschi e Piero Delucca per P.A.M. Progetto Archivi Metropolitani #1 in collaborazione con Lingue di confine. Attraverso gli scatti dei sei fotografi, si racconta l’edizione del Festival di quell’anno: immagini che immortalano le atmosfere dell’evento con sei stili diversi e personali, ma tutti focalizzati sulla vitalità degli spettacoli e del pubblico che vi assisteva.

Alle ore 21, presso la Sala Wenders del Supercinema, si potrà assistere alla presentazione e alla proiezione del documentario 50 Santarcangelo Festival diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi e prodotto da Mammut Film, già presentato con successo alle Giornate degli Autori della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il film porta alla luce materiali inediti del Festival, racconti di centinaia di spettacoli, compagnie, incontri e programmi, dal teatro politico/popolare dei primi anni ’70 al Terzo Teatro degli anni ’80, dal teatro dell’attore al teatro della performance. I registi saranno presenti all’incontro.

Novità dell’edizione 2021 è HTBT How To Be Together. Si tratta di un progetto di formazione e ricerca, nato in collaborazione con alcune tra le istituzioni europee più innovative nell’ambito della formazione (KASK & Conservatorium / School of Arts di Ghent, DAS Theatre di Amsterdam, l’Haute École La Manufacture di Losanna, Prague Performing Arts Academy, Iuav – Teatro e Arti Performative di Venezia), che ha previsto la realizzazione di un villaggio temporaneo ecosostenibile progettato da AMA | Matteo Ascani. Qui sarà ospitato, dal 9 luglio fino alla fine del Festival, un gruppo di circa 50 artiste e artisti da tutta Europa che tenteranno di rispondere alla domanda posta dal titolo, ancora più urgente oggi dopo la crisi pandemica, evento che ha profondamente modificato il tessuto sociale. Le pratiche collaborative possono sovvertire l’attuale scenario, in questo senso il villaggio vuole proprio essere uno spazio per prototipare scenari alternativi, anche grazie a 5 laboratori curati da Jozef Wouters e Bart Van den Eynde, sullo spazio e la capacità di performare nuove relazioni; Lotte van den Berg/Building Conversation, su comunicazione e riti magici; Riccardo Benassi, sulla politologia dell’immaginario; Cristina Kristal Rizzo, su ecosistemi ultra umani e inter specie; Valentina Pagliarani che, con l’aiuto di 5 bambini della Scuolina Selvatica di Sarsina, inviterà gli adulti a mettere in discussione le proprie convinzioni.

 

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