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Strumenti moderni e lavoro in team

Processi sostenibili per produrre energia. La sfida vista da una ricercatrice

In foto: Rosalinda Sciacca
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 23 lug 2021 14:53 ~ ultimo agg. 25 lug 15:35
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Dalla Sicilia a Rimini, per dare il suo contributo come ricercatrice al grande puzzle della sostenibilità. Rosalinda Sciacca, classe ’92, è nata e cresciuta a Paternò, in provincia di Catania. Nel 2017 ha conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche presso l’Università di Catania con una tesi sulla sintesi del pranoprofene mediante l’utilizzo di enzimi. La tesi si è svolta presso i laboratori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR di Catania.
Dal 2018 Rosalinda è Dottoranda in Chimica presso il dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”al Campus di Rimini. Svolge la sua attività di ricerca al Tecnopolo: fino a settembre 2020 sotto la supervisione del Professor Mario Berrettoni e oggi del Professor Marco Giorgetti.
“Al momento – spiega Rosalinda – ci occupiamo di sviluppare materiali elettrodici innovativi per applicazioni in campo energetico, ad esempio batterie, e di mettere a punto dispositivi elettrochimici utili per il recupero di terre rare. Un altro filone di ricerca si basa sullo studio elettrochimico di metalli come rame e ferro di interesse archeologico al fine di datare e comprendere il processo corrosivo”.

Ricerche che possono portare risultati tangibili nell’immediato ma anche nella creazione di una nuova cultura della sostenibilità. Legata, ad esempio, alle nuove frontiere della mobilità: “La necessità di invertire rotta in ambito ambientale porta ad una maggiore attenzione soprattutto da parte delle università e centri di ricerca di investire su innovazione e sviluppo tecnologico mirando ad una maggiore sostenibilità: dalla produzione al suo riutilizzo o riciclaggio. I progetti di cui ci occupiamo mirano allo sviluppo di batterie necessarie per immagazzinare energia, specialmente da fonti rinnovabili, e per supportare la mobilità elettrica. Le caratteristiche dei materiali utilizzati sono tali da poter essere definiti “sostenibili” in quanto vengono prodotti utilizzando prodotti green di partenza, durano a lungo, è possibile riutilizzarli ed anche minimizzare gli scarti.  Inoltre il sempre più massiccio utilizzo della tecnologia mette in luce l’esigenza di recuperare minerali preziosi, come le terre tare, che si estraggono sempre in minore quantità. Il nostro obiettivo è creare un sistema di recupero a basso impatto ambientale”.

Ricerche che richiedono processi articolati con strumentazioni di grande precisione: “Per lo più stazioni elettrochimiche mediante tecniche a potenziale controllato ed un microscopio elettrochimico a scansione, inoltre per le caratterizzazioni si utilizzano tecniche strutturali (XRD, EXAFS e XANES), spettroscopiche (UV-Vis, FTIR, RAMAN) e di superficie, come SEM e TEM”.

Il Tecnopolo di Rimini

La maggior parte del tempo la si passa sugli strumenti e sul pc, ma è tutt’altro che un lavoro solitario. La condivisione con il team è fondamentale: “Siamo un gruppo abbastanza giovane: oltre al supervisor, il professor Giorgetti, sono presenti due dottorande internazionali, un borsista e due tesiste. Lavorando in due laboratori diversi, a Bologna e Rimini, il lavoro è complementare. Ci aggiorniamo periodicamente sui risultati ottenuti. Il momento di confronto “face to face” risulta essenziale. Una volta ottenuti dei risultati si condivide il lavoro con il gruppo per avere un feedback o sciogliere alcuni dubbi”.  Condivisione che arriva anche oltre il team, anche in momenti come la pausa pranzo o caffè: “è un momento che solitamente catalizza il confronto con altri colleghi che lavorano su altre tematiche all’interno del Tecnopolo”.

Il mix tra competenze, come avviene al Tecnopolo, è sicuramente un valore aggiunto: “Sicuramente può offrire un valido supporto per le imprese che vogliono investire sul futuro. La competenza dei docenti e l’entusiasmo dei giovani ricercatori è un connubio perfetto per creare nuove opportunità di innovazione tecnologica che possono portare vantaggi anche alle aziende”.

Oggi l’impegno è concentrato sui progetti in corso, con un domani ancora da definire: “Non so se la ricerca sarà il mio futuro professionale, l’obiettivo è quello di proseguire in questo ambito dopo il percorso di dottorato, ma la ricerca, purtroppo, non gode di incentivi e sostegni economici adeguati”.
A Rosalinda comunque le motivazioni non mancano: “La ricerca sembra un mondo molto lontano dalla quotidianità. La sfida più ardua è quella di rendere partecipe chi non si occupa di ricerca scientifica ed avvicinarlo a questo bellissimo mondo, che ci permette di imparare e così progredire. Le soddisfazioni più grandi sono microscopiche se si guarda all’interezza del progetto: un pezzo di puzzle che permetterà di costruirne uno enorme”.


Per saperne di più:

www.tecnopolorimini.it

Via Dario Campana, 71 Rimini
0541/21847

www.unirimini.it

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