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Castaldini: errore valutazione

Open day vaccini. A Bologna è assalto alla Fiera, raddoppiate le dosi

In foto: la lunga fila alla fiera di Bologna per l'open day vaccinale
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 2 giu 2021 10:32 ~ ultimo agg. 10:53
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A Rimini i giorni prescelti sono sabato 5 e domenica 6 dalle 19,30 nell’Hub della Fiera, a Bologna invece è oggi (2 giugno) il primo open day vaccinale. E l’avvio porterà probabilmente le altre aziende sanitarie del territorio a rivedere le modalità di accesso. C’è stato infatti un vero e proprio ‘assalto’ alla Fiera bolognese dove il massiccio afflusso di persone, iniziato già prima della mezzanotte, ha spinto l’Ausl a raddoppiare le dosi di vaccino Johnson&Johnson, da 1.200 a 2.400, in modo da ampliare la platea. Tanti i giovani che si sono messi in coda già nella notte. Alle prime luci dell’alba erano oltre duemila le persone incolonnate. L’apertura dell’hub è avvenuta alle 8 con l’arrivo del personale sanitario e anche di alcuni agenti delle forze dell’ordine per controllare l’andamento della giornata.

Ma non mancano le polemiche. “Non posso concepire la non organizzazione per un giorno così importante.” scrive la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini, anche lei in fila in Fiera. “Qualcosa fin qui non ha funzionato. Vogliamo essere i primi della classe, ma bisogna studiare ed arrivare preparati e questa mattina ci dimostra che così non è. Non si può non pensare che non ci sia nessuno della protezione civile ad aiutare a gestire questa situazione, che Viale Aldo Moro non avesse previsto una ressa del genere: la gente ha voglia di tornare a vivere e nel modo più semplice e normale possibile” aggiunge. “Evidentemente questa mattina c’è stato l’ennesimo errore di valutazione. Ne chiederò conto in Commissione Sanità.” conclude.

La nota di Valentina Castaldini

Io da quarantenne e cittadina bolognese, che ha in mano solo una promessa di un sms che mi preannuncerà una data per una prenotazione, ho deciso questa mattina alle 6.45 di mettermi in fila per partecipare all’Open Day delle 1.200 dosi di vaccino Janssen (Johnson e Johnson).

Un modo più che speciale per onorare la Festa della Repubblica quest’oggi.

Come me ci hanno pensato migliaia di persone. Il serpente di coda a ridosso dell’hub vaccinale della Fiera lascia senza parole. È chilometrico.

La mia fila inizia all’angolo di via Alfredo Calzoni. Sta aumentando e aumenterà. Accanto a me ci sono coetanei, ma tanti ragazzi più giovani e anche meno giovani. Sembra di essere in fila per un concerto. Non accadeva da un po’.

Invece.

La gente che è in fila aspetta paziente perché spera di arrivare a fine serata con il certificato dell’agognata dose di vaccino contro il Coronavirus.

Io da quarantenne e politica emiliano romagnola questa situazione non posso accettarla.

Non posso concepire la non organizzazione per un giorno così importante.

Non è possibile nell’Emilia-Romagna cui sono abituata, quella stessa Emilia-Romagna tanto decantata proprio ieri dal presidente Stefano Bonaccini, che ci ha spiegato che da domani arriveranno 200mila sms ai quarantenni con una prenotazione e che entro l’estate potremmo essere tutti vaccinati. Mentre ormai in tutta Italia tra qualche ora si aprono le prenotazioni per tutti.

L’ho detto ieri, lo ribadisco oggi: non ci deve stupire la fila che sto facendo in zona fiera per avere una dose di vaccino. Ci deve stupire il fatto che siamo dovuti arrivare a questo. Che evidentemente un corto circuito c’è stato. E c’è stato perché si è scelto di prediligere una modalità di somministrazione non adeguata al momento e alla richiesta. Al bisogno.

L’Emilia- Romagna ha deciso che dai cinquantenni in giù si sarebbero vaccinati dai medici di base, e questa per me è stata una scelta miope: i medici di base, in prima linea da sempre sono oberati di lavoro e negli ambulatori non hanno solo persone che devono vaccinarsi, non possono interrompere il loro quotidiano servizio pubblico. E poi, quante dosi riescono a inoculare a fine giornata? Sicuramente poche rispetto al potenziale di somministrazione di un hub vaccinale.

Mi spiego meglio: per esempio il 31 maggio le somministrazioni emiliano-romagnole (prima e seconda dose) sono state 27.496 rispetto al target commissariale bloccato alle 36.361, con ben il 24,4% in meno delle somministrazioni rispetto a quello deciso da Roma.

Dosi in meno somministrate, che sicuramente hanno rallentato una campagna vaccinale di una Regione che fino a un certo punto aveva agito spedita ma che di fatto si è arenata. E questo rilassamento va recuperato subito.

Qualcosa fin qui non ha funzionato. Vogliamo essere i primi della classe, ma bisogna studiare ed arrivare preparati e questa mattina ci dimostra che così non è.

Non si può non pensare che non ci sia nessuno della protezione civile ad aiutare a gestire questa situazione, che Viale Aldo Moro non avesse previsto una ressa del genere: la gente ha voglia di tornare a vivere e nel modo più semplice e normale possibile.

Evidentemente questa mattina c’è stato l’ennesimo errore di valutazione. Ne chiederò conto in Commissione Sanità.

È una pagina questa dell’Open Day che sicuramente non rende giustizia all’Emilia-Romagna e all’idea di welfare che ho io e che soprattutto so che questa Regione è in grado di garantire.