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Via libera al Senato

Dopo 14 anni d'attesa, Montecopiolo e Sassofeltrio entrano in Emilia Romagna

In foto: Montecopiolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 25 mag 2021 19:12 ~ ultimo agg. 26 mag 15:50
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I comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, a 14 anni dal referendum che aveva sancito a larga maggioranza la volontà dei cittadini, passano dalle Marche all’Emilia Romagna. Oggi, dopo il via libera avuto alla Camera, è arrivato anche quello del Senato.

Gli onorevoli del territorio esprimono grande soddisfazione.

I sogni si avverano, anche vincendo resistenze e superando ostacoli all’apparenza insormontabili. Finalmente i due comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo, dopo il voto odierno in Senato, lasciano la regione Marche per entrare nel territorio dell’Emilia-Romagna dopo tanti anni di ‘stop and go’ e un referendum vinto nel 2007 dai fautori del distacco“.
Così in una nota i deputati della Lega Jacopo Morrone e Elena Raffaelli e il senatore di Forza Italia Antonio Barboni.

Non si tratta di una forzatura – sottolineano – ma di un ritorno a casa. Sassofeltrio e Montecopiolo rientrano in un territorio a cui sono uniti da fattori geografici, storici e culturali, senza contare i legami economici e la rete dei servizi“.

È finalmente legge – dice il senatore del MoVimento 5 Stelle Marco Croatti – il distacco dei comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo dalle Marche e della loro aggregazione alla Regione Emilia Romagna, nella provincia di Rimini, dopo il voto positivo di oggi in senato e nonostante l’incomprensibile voto negativo del Partito Democratico. È una importante vittoria dei cittadini dei due comuni.” “Si conclude dunque positivamente una battaglia che porto avanti fin dal mio insediamento in senato e che ha visto numerose e frustranti battute d’arresto per l’inaccettabile ostruzionismo della regione Marche e di alcuni parlamentari del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia”. Prosegue Croatti.

Il passaggio – prosegue – è stato possibile grazie al referendum, previsto dall’articolo 132 comma 2 della Costituzione, svoltosi nel lontano 2007 e i cui risultati furono quasi plebiscitari: per il passaggio dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini si espresse favorevolmente l’83% dei votanti di Montecopiolo e l’87% dei votanti di Sassofeltrio. Una volontà chiara che vicissitudini politiche, sia regionali che parlamentari, hanno ritardano per ben 14 anni e che hanno palesato il disprezzo di una parte della politica verso le decisioni democraticamente espresse dai cittadini. In questo senso sono molto deluso dal voto contrario espresso dal Partito Democratico quest’oggi”. “Ora – conclude Croatti – la legge dispone la nomina, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, di un commissario straordinario per procedere, insieme alle amministrazioni coinvolte, agli adempimenti necessari per attuare il trasferimento dei due comuni. Il commissario sarà nominato dal Ministro dell’interno, previo parere delle regioni Emilia- Romagna e Marche e della provincia di Rimini”.

Respinte al Senato le richieste di sospensione alla legge che sancisce il distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche per entrare a far parte dell’Emilia-Romagna. Da oggi, col voto definitivo del Senato si riconosce l’esito di un referendum che da ormai 14 anni ha sancito la volontà della popolazione interessata di far parte della Romagna con un referendum passato a maggioranza schiacciante“. Lo dichiara il deputato romagnolo di Italia Viva Marco Di Maio.

Parliamo di due comuni dell’Alta Val Marecchia (dove già 7 comuni negli anni scorsi hanno scelto di aggregarsi all’Emilia-Romagna) che sono già profondamente legati alla Romagna da vincoli storici, culturali, economici, sociali, geografici – afferma -. L’approvazione di questa legge rende non solo giustizia a una consultazione popolare, ma scrive una pagina a suo modo storica per la Romagna e sicuramente per le comunità di Montecopiolo e Sassofeltrio“.

E il mio pensiero va a quei cittadini che in questi anni, a prescindere dalle appartenenze di partito, hanno lottato per rientrare in quella terra a cui la legami profondi e che vanno oltre le parole, li ha sempre legati – conclude –. Senza rancori verso qualcuno, tantomeno verso la Regione Marche, ma per amore verso storia e l’identità di quelle persone a cui va il nostro abbraccio. Bentornati in Romagna!“.