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via cairoli a Rimini

Svelato il portale restaurato della chiesa di Sant'Agostino

In foto: il portale restaurato
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 1 apr 2021 15:41 ~ ultimo agg. 2 apr 12:48
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Nuova bellezza per la chiesa di Sant’Agostino nel cuore del centro storico di Rimini. Dopo il restauro è tornato all’antico splendore il portale. Gli elementi, in pietra d’Istria, erano stati coperti da una spessa coltre di smog. L’intervento segue gli importanti lavori per il recupero del vecchio cinema Sant’Agostino come sala polifunzionale. “Sono molto felice di questo restauro – spiega il parroco don Vittorio Metalli -. Era un desiderio che avevo da quando sono arrivato. Ricordo ancora quando ragazzino venivo qui in chiesa a messa e il portale portava già i segni del tempo e dello smog. Per la nostra parrocchia la cosa fondamentale è l’impegno pastorale nei confronti della comunità e sono convinto che anche il recupero della bellezza vada in questo senso”.

Si è proceduto alla ripulitura del portale principale di ingresso e su parte del paramento murario in laterizio a vista, ridando nuovo lustro alla facciata medioevale.

Il portale fu realizzato durante i lavori di trasformazione della chiesa fra il 1618 e il 1626 e in un secondo periodo fra il 1676 e il 1681. Una prima ripulitura della facciata e quindi del portale, fu fatta a seguito del terremoto del 1916; da quella data non si hanno notizie in merito ad eventuali opere di riqualificazione.
L’intervento, a cura della Impresa specializzata in restauro ETRA S.N.C. DI PAGANI MICHELE E ROCCHI MARIA LUCIA, ha interessato la ripulitura della pietra d’Istria del portale di ingresso, senza alterarne né la cromaticità nè il senso di antico che la caratterizza. E’ stata anche ripulita la nicchia sepolcrale posta a sinistra della facciata esterna a ricordo di Giovanni Battista Paci datata 1616. Hera Servizi ha contribuito in maniera sostanziale al finanziamento dell’opera.

Il portale torna alla sua bellezza originaria proprio nella Settimana Santa. “La porta della chiesa – spiega don Vittorio -non è solo un ingresso, ha un profondo valore teologico, ci accompagna verso il mistero. Allo stesso tempo penso che sarà apprezzata anche da chi semplicemente si trova a passare su via Cairoli“.

Abbiamo recuperato tutti gli elementi – spiega l’architetto che ha seguito i lavori Marco Panzetta -. Sono tornate visibile le scritte sulla trabeazione e più in alto la maestosa aquila. Abbiamo anche approfittato per rinforzare alcune parti che avevano subito danni, anche a causa di eventi sismici. E’ la meraviglia di fronte alla bellezza ritrovata“.

 

 

 

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