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Si discute sui bandi

I Marinai di Salvataggio pronti alla nuova stagione. Con diverse rivendicazioni

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 27 apr 2021 18:13 ~ ultimo agg. 18:14
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Con l’avvicinarsi di una stagione balneare che si spera possa entrare in estate a pieno regime o quasi, l’Associazione dei Marinai di Salvataggio di Rimini ha fatto il punto della situazione, con una videoconferenza, tra il bilancio del 2020 e le richieste per riconoscere il valore e la professionalità del servizio svolto.

Sono state 156 le persone soccorse nell’estate 2020 dai bagnini dell’Associazione di Salvataggio di Rimini, di cui un terzo bambini. Nove interventi su 10 avvengono in acqua, uno sull’arenile. Il 60% dei casi richiede l’uso del moscone, anche se da tempo i marinai sollecitano la possibilità di utilizzare le moto d’acqua. Gli orari più “pericolosi” sono quello dalle 15.30 alle 17, col 29% dei casi, e quello dalle 17 alle 18.30, il 24%. In un caso su quattro il soccorso riguarda due persone: per questo, ricordano i bagnini, è quanto mai fondamentale il lavoro di squadra che a Rimini non manca.

Il mare di Rimini è più insidioso di quello che sembra, per la profondità scostante, movimenti di risacca e altre insidie. E se Rimini è un mare sicuro, rivendicano i marinai di salvataggio, è proprio grazie al loro impegno. Eppure, lamentano, i concessionari propongono la riduzione dell’orario da 48 a 40 ore e la rotazione delle torrette. A Rimini sud c’è già uno stato di agitazione sostenuto dalla CGIL per la regolarità dei contratti e per pratiche ritenute vessatorie.  Ad assicurare impegno per le istanze dei bagnini anche la presidente del Consiglio Regionale Emma Petitti e dalla consigliera regionale Nadia Rossi.

Sul fronte gestionale, l’assessore al Demanio del Comune di Rimini Roberta Frisoni propone che siano gli enti pubblici- ovvero Comuni, Regione – a emanare i bandi per il servizio di salvamento, finanziandoli con contributi privati provenienti dai titolari delle concessioni. Una soluzione che darebbe anche omogeneità a tutto il territorio. Su questo punto Confartigianato Imprese Rimini chiede riflessioni condivise: “la sicurezza del mare che viene richiamata, storicamente viene garantita da un efficiente servizio, senza pari sulle coste italiane, da sempre garantito dagli stabilimenti balneari”.

Continua intanto la collaborazione con Rimini Cuore per la cosiddetta “Catena della sopravvivenza”. Dal 2014 grazie a un impegno condivisa con l’Associazione Marinai di Salvataggio, l’ordinanza balneare regionale dell’Emilia Romagna ha introdotto l’obbligatorietà dei Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) nelle spiagge. Anche quest’anno i salvataggi impiegati sul litorale riminese si aggiorneranno alle linee guida di soccorso in sicurezza per Covid-19, allenandosi al primo soccorso guidati dal personale sanitario e utilizzando strumentazione all’avanguardia.

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