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Rex per una notte

Fabbri di Basta Plastica in Mare. No a navi da crociera, ricordando l'ammiraglia del '92

In foto: il lingottino di Costa Crociere
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 12 apr 2021 14:52
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D’accordo sulle infrastrutture per la crescita delle attività di pesca ma non sull’avamporto per l’attracco di navi da crociera. A dirlo la presidente dell’APS Basta Plastica in Mare Manuela Fabbri. La presidente ricorca come nel 1992, per il 150° di Fondazione del Primo Stabilimento Balneare, davanti a Rimini si era fermata l’ammiraglia della Costa Crociere diretta a Venezia. Dalla costa si vide al largo tutta illuminata e i croceristi godettero dei fuochi d’artificio sulla riviera. “Ma si trattava di un evento speciale: “Rex per una Notte”. Si vide la nave che si avvicinò di circa 5/6 miglia alla costa, durante il galà con sfilata di Versace dal Paradiso Club. Fu una deviazione concordata per mesi con Genova, dove ci recammo, costata tanto in termini di carburante ci dissero poi, seppure grati per l’evento offerto ai loro ospiti, tanto che a Gianni e me donarono il lingottino d’argento marchiato Costa Crociere” (in foto).

Allora c’era il progetto di “farla attraccare al largo. Le navette, che ora potrebbero essere elettriche, avrebbero condotto gli ospiti a terra per la visita almeno di un giorno tra Rimini e San Marino. Le navi di sicuro non possono avvicinarsi al nostro porto. Mentre Ravenna, col suo porto marittimo già organizzato per le merci è lì apposta, coi fondali necessari. A Rimini altro di costruito, in mare, significherebbe erosione certa e sabbia persa, con l’innalzamento delle acque previsto di un metro e cinquanta entro il 2100 e l’ecosistema compromesso una volta di più”.

“Sommessamente chiediamo agli assessori a pesca e ambiente, regionale e comunale, di ragionare, non da politici che decidono in fretta perché c’è il recovery fund che preme, ma che sappiano capire ascoltando studiosi e tecnici, confrontandosi con gli ambientalisti e nei tempi dovuti. Perché una scelta del genere, come per l’impianto eolico offshore, casomai fosse proponibile, dovrebbe comunque passare al vaglio della democrazia partecipata”.

La Fabbri ricorda anche la Gentile da Fabriano, una motonave con una trentina di cabine che negli anni 60 attraccava a Rimini e conduceva per una settimana tra Rimini e la Jugoslavia. “Da ragazzina la ebbi in premio per una borsa di studio, mio padre mi ci portò col mio primo fidanzatino (poi marito). Ma era il 1967 e il tutto era di altre dimensioni, non solamente le navi”.

Gli assessori dovrebbero sapere che ora, affinché agli armatori convenga muoverle, sono diventate città galleggianti che violentano il mare e pescano talmente in profondità da modificare l’ecosistema e i fondali, mentre il nostro mare non è sufficientemente profondo e le maree non creano il necessario ricambio“.

La presidente di Basta Plastica in Mare dice che sarà uno dei temi affrontati a fine agosto nel Summer Camp “La NATURA del MARE / RIMINI 2021, Idee e azioni per l’ecosistema marino” a cui parteciperanno esperti di tre università.