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Verso il voto

Azione: nel Pd guerra di posizione e uno dei candidati che snobba coalizione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 26 apr 2021 14:37 ~ ultimo agg. 14:44
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I riminesi vogliono sentire parlare di proposte e non di primarie, vogliono coesione e coerenza. A dirlo è Roberto Biondi, referente di Rimini in Azione, forza che siede nel tavolo di coalizione del centrosinistra in vista delle amministrative. Commentando l’attuale incertezza nel Pd con Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad che puntano alla candidatura, Biondi parla di “guerra di posizione non spiegabile se non per interessi di parte” e di “uno dei candidati che continua a rifiutare il confronto, snobbando la coalizione che dovrebbe rappresentare“. Il riferimento è alla presidente dell’assemblea legislativa che ha declinato l’invito della coalizione ad un incontro al quale ha invece partecipato l’attuale assessore della Giunta Gnassi. Azione auspica una coalizione “modello Bonaccini” con un sindaco che “guardi al centro” comprese le forze di centrodestra moderato.

La nota

Dopo anni di positivo rinnovamento e trasformazione della città, che i riminesi riconoscono come tali e che neppure il centrodestra riesce a rinnegare, è incomprensibile come questi possano essere messi a rischio proprio dai partiti che li hanno resi possibili.
Sono mesi che Rimini in Azione partecipa al tavolo di coalizione del centrosinistra per poter dare risposte ai problemi della città assistendo, invece, a una guerra di posizione non spiegabile se non per interessi di parte, al punto che uno dei candidati del PD continua a rifiutare il confronto, snobbando la coalizione che
dovrebbe rappresentare.
L’attuale pandemia ha determinato nuove difficoltà ed acuito criticità già esistenti nella città, impattando in modo marcatamente negativo, se non devastante, sul suo tessuto economico e sociale. Il 20 % della popolazione è al di sotto della soglia di povertà, come si può intuire anche dalle lunghe file davanti alla Caritas; le persone, in particolare i ragazzi, hanno dovuto subire un isolamento sociale con gravi ripercussioni psicologiche.
In questa difficile situazione i riminesi voglio sentire parlare di proposte e non di primarie; della Rimini di domani e non di quella di venti anni fa.
Rimini ha bisogno di completare i cantieri del centro e di aprirne nelle periferie, di continuare ad investire sull’ambiente, sulla mobilità sostenibile, sulla scuola, sul rinnovamento del settore turistico e sul rilancio del tessuto commerciale ed industriale, aprendo al digitale e alle nuove tecnologie, semplificando la macchina comunale e migliorandone i servizi.
Per far questo, serve una coalizione coesa ma coerente, sul modello Bonaccini, come Azione ed altri partiti stanno portando avanti a Cattolica, senza alleanze improvvisate, vedi 5 Stelle. Serve un sindaco che guardi al centro, perché è lì che si vincono le elezioni, tendendo la mano del confronto anche alle forze del centro destra moderato, per stringere un patto sociale volto a costruire ed investire sulla città e per la città.
Rimini in Azione continuerà a collaborare con le forze europeiste e riformiste riminesi (+Europa, Volt e Italia Viva) e richiama tutte le forze politiche di centrosinistra e non solo ad un gesto di grande responsabilità.
Se non saremo capaci di continuare ad innovare, i riminesi non ci seguiranno, con il rischio di cedere la città a una destra nazionalista, se non estremista, piuttosto che a inconcludenti forze populiste. Per Rimini in Azione c’è bisogno di coraggio, di condivisione e coerenza per costruire insieme lo sviluppo che la Rimini merita ed i cittadini attendono.

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