Indietro
menu
La CCN porta Tucci in città

Tv, giornali e riviste. I media internazionali raccontano Rimini e Fellini

In foto: Tucci nel video CNN
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 9 mar 2021 19:15 ~ ultimo agg. 22 mar 15:39
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Una nuova importante promozione internazionale per Rimini, dove ha fatto tappa a fine febbraio la docu-serie “Searching for Italy”, dell’emittente statunitense Cnn con la star internazionale Stanley Tucci. Il titolo dei sei minuti dedicati a Rimini è “Magic pasta”.

Il documentario itinerante ideato dal popolare attore de Il Diavolo veste Prada, Amabili Resti, Il rapporto Pelican, Era mio padre che ha assecondato la sua passione per il cibo e la cucina con un ritorno alle origini (i suoi nonni arrivarono in America in nave, partendo dalla Calabria), ha fatto tappa a Rimini a fine febbraio per raccontare il magico della pasta (‘Magic pasta’ il titolo dei 6 minuti della puntata interamente dedicati a Rimini). Ad accompagnare la star americana è Francesca Fabbri Fellini che, girando la città con Tucci alla scoperta delle tradizioni regionali della tavola e assaggiando ricette casalinghe di cappelletti in brodo e strozzapreti al ragù al ristorante osteria ‘Io e Simone’, racconta anche il legame della città con lo zio Federico.


A Rimini e Fellini, prendendo spunto dalla stessa serie televisiva, è dedicato anche un articolo di Forbes, rivista di riferimento internazionale per economia e lifestyle. La giornalista Irene S. Levine scrive: “Rimini – scrive la giornalista americana – è spesso pensata principalmente come una località balneare a causa delle sue ampie spiagge e della posizione privilegiata sul mare Adriatico, ma è ricca di storia, arte e cultura. Resti del punto di partenza della Via Emilia, la strada romana che attraversava la regione Emilia Romagna da Rimini a Piacenza, si trovano a Rimini insieme al ponte di Tiberio. Un sindaco dinamico ha rivitalizzato l’eredità del regista e figlio nativo, Federico Fellini, trasformando la città in un museo senza mura. I visitatori possono vedere il Fulgor, il cinema che ha ispirato Fellini da ragazzo; la sua opera e la sua storia in una fortezza medievale, Castel Sismondo e il Grand Hotel Rimini che frequentava spesso. Un fulcro della rivitalizzazione della città è stato l’accurato restauro del Teatro Amintore Galli, inaugurato per la prima volta nel 1857. Durante la seconda guerra mondiale, buona parte della struttura fu distrutta, ma gli architetti si affidarono a vecchie fotografie e disegni per ripristinare il suo splendore originale. Ora è un’importante risorsa culturale per residenti e visitatori”.

“C’era una volta Rimini… Senza Fellini la città non sarebbe la stessa e i suoi film hanno aiutato Rimini a ritrovarsi e rinnovarsi: oggi la città lo onora con un nuovo museo”. Così scrive il supplemento domenicale letterario del Frankfurter Allgemeine del 7 marzo. Un ampio articolo, a firma della giornalista Karen Kruger, dedicato alla città di Rimini sotto la chiave di lettura del ‘tutto si immagina’. Un itinerario, accompagnato dal racconto di Marco Bertozzi – filmmaker, professore ordinario di Cinema all’Università IUAV di Venezia e uno dei curatori del Museo che sarà dedicato a Fellini – che parte dalle luci del transatlantico Rex, nelle tenebre di un mare immaginario ricreato con la plastica, emblema dell’arrivo della modernità, della speranza e della libertà dal fascismo. Un racconto che prosegue attraverso la filmografia del Maestro per raccontare i cambiamenti del Paese attraverso i cambiamenti di Rimini, passando dalle immagini agli aneddoti dell’amicizia con Titta, sullo sfondo della storia dello sviluppo della città come stazione balneare: da Ostenda d’Italia, al Grand Hotel, alle pensioni a conduzione familiare, fino a quell’umanità provinciale resa universale che caratterizza i suoi film. Si parla del Fulgor, dove Fellini scoprì il cinema, e ancora del borgo con i suoi murales e con il ponte di Tiberio. Poi la giornalista si sofferma su quello che sarà il museo Fellini.

Notizie correlate