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Le proposte della Lega

Pecci (Lega): aziende devono ripartire, ristori all'italiana non servono

In foto: Marzio Pecci
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 21 mar 2021 11:04
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In vista dell’estate e della prevedibile riduzione di circolazione del covid, le aziende devono essere aiutate a ripartire e ristori ed indennizzi all’italiana non servono a nulla. Lo dice il consigliere comunale della Lega Marzio Pecci puntando il dito sull’assenza di coraggio degli amministratori di comune, provincia e regione incapaci, a suo dire, di prendere le decisioni utili e programmare la prossima estate. “Le aziende – scrive – hanno bisogno di immissione di liquidità per ripartire ed elaborare idee per un mercato post pandemico che sarà sicuramente nuovo o comunque diverso da quello passato. Il comune solleciti la regione ad approvare i protocolli per la riapertura delle attività già a partire dalla settimana dopo Pasqua e favorire la mobilità delle persone in tutta la Regione Emilia Romagna e verso le altre regioni.

Le risorse finanziarie che si invocano – prosegue – serviranno per permettere alle aziende di ripartire e di ristrutturarsi nella gestione con corsi di formazione e soprattutto per lo sviluppo delle reti di impresa. Le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante dell’economia riminese ed hanno bisogno di aiuti che potranno arrivare solo se avranno la capacità di stare insieme per un obiettivo comune, frutto di un programma comune. Siamo certi che in piena crisi economica solo “l’unione fa la forza”.

Pecci accosta la Rimini di oggi a quella del dopoguerrra e la definisce “sottosviluppata” dal punto di vista della digitalizzazione “nonostante abbia un assessorato che è costato alla comunità riminese oltre € 200.000“. “Il sindaco di Rimini – aggiunge il capogruppo del Carroccio – deve trovare il coraggio di rimuovere subito tutti gli ostacoli strutturali che frenano la digitalizzazione. Si liberi delle zavorre che si sono sedimentate nell’amministrazione comunale. Digitalizzare significa sburocratizzare e sburocratizzare significa favorire le attività ed il benessere dei cittadini.Non dimentichiamo che nel dopoguerra i riminesi, con poca burocrazia, poche regole hanno creato una economia turistica ed industriale con un pil molto alto e perché questo fenomeno si ripeta ora occorre avviare la digitalizzazione delle strutture pubbliche e private“. Pecci sollecita poi a lo sviluppo delle competenze degli studenti in modo da adeguarle al mondo del lavoro di domani “e per questo occorre che il Comune e la Provincia investono risorse nell’Università per creare un legame stretto tra questa e le imprese, magari creando un campus universitario come avviene accade negli Stati Uniti“.

L’appello immediato è a “dare il via al piano per il turismo estivo già dal lunedì dopo Pasqua. Purtroppo il teatro Galli, Castel Sismondo, Fellini ed il nuovo lungomare non serviranno a nulla se non si avrà la capacità di pensare al nuovo turismo “safe mobility” e “green” cioè legato all’aria aperta. La Lega ha idee per ripartire subito ed è disposta a scommettere su un futuro riminese nuovo; la Giunta che governa la città lo faccia subito” conclude Pecci.