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analisi camera di commercio

Nell'anno del covid aumentano prestiti, ma anche risparmi

In foto: l'andamento dei prestiti
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 10 mar 2021 14:52
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Nell’anno del covid in crescita i prestiti ad imprese e famiglie, ma anche i risparmi. In base ai dati della Banca d’Italia, in provincia di Rimini al 31 dicembre 2020 i prestiti ammontano a 8.972 milioni di euro: 60,3% destinati alle imprese, 35,5% alle famiglie il resto a società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro. Rispetto all’anno precedente c’è una crescita del 5,6%, dato più alto del 4,2% a livello regionale. L’aumento è soprattutto per le imprese, in particolare le medio grandi che segnano +10,5%, molto più contenuto per le famiglie con più 1,5%. Tra le aziende si evidenzia un deciso incremento del credito al settore manifatturiero (+12,0%) e a quello dei servizi (+9,2%); in lieve calo, invece, i prestiti verso il settore edile (-0,5%). In netto aumento anche le domande al Fondo di Garanzia per le PMI. In un anno, tra marzo 2020 e 2021, nella provincia di Rimini sono state registrate oltre 14mila operazioni di finanziamento per un importo di 957 milioni di euro. Grazie al Decreto Liquidità la possibilità di accesso ha raggi

Per ciò che riguarda il risparmio finanziario, in provincia, a fine anno 2020, l’ammontare risulta di 15.172 milioni di euro: il 69,5% è costituito dai depositi bancari, il restante 30,5% dai titoli a custodia. Rispetto al 31 dicembre 2019 si riscontra una crescita del 6,5%, dovuta in particolare all’aumento dei depositi (+10,6%); in calo, al contrario, gli investimenti in titoli (-1,3%).

I dati – commenta il presidente della camera di commercio della Romagna Alberto Zambianchiconfermano, ancora una volta, come il supporto alla liquidità delle imprese sia fondamentale per sostenerle verso percorsi di ripresa. Nel futuro prossimo, purtroppo, si prevede, però, un aumento delle sofferenze. D’altro canto la forte crescita dei depositi bancari certifica una ulteriore frenata dei consumi e il clima di forte incertezza. Una criticità quest’ultima che, però, quando la ripresa inizierà a manifestarsi, potrebbe trasformare le risorse non attualmente impiegate in nuovi investimenti”.