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Il Castello si illumina di viola

Rimini partecipa alla Giornata dell'Epilessia. All'Infermi 1.150 visite l'anno

In foto: giornata
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 6 feb 2021 10:40
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Una luce viola ad illuminare domenica un monumento simbolo della città, il Castello Malatestiano. Anche Rimini aderisce alla Giornata internazionale dell’epilessia che ricorre lunedì 8 febbraio, giornata in cui tutto il mondo punta i riflettori su una patologia neurologica ancora non ben conosciuta dalla popolazione e di cui non si ha ad oggi completa consapevolezza.

“L’Epilessia – spiega il dottor Simone Vidale direttore della Neurologia dell’Ospedale degli Infermi di Rimini – è un disturbo neurologico caratterizzato dall’occorrenza di crisi epilettiche, definite come manifestazioni cliniche a occorrenza parossistica, imprevedibili nella maggioranza dei casi, di brevissima durata e caratterizzate da segni e sintomi dovuti a un’attività neuronale anomala. Il termine deriva dal greco e significa “cogliere di sorpresa”, proprio come si viene colti quando si verifica una crisi. Nell’antichità veniva ritenuta una manifestazione di spiriti maligni o espressione di divinità che colpivano il malato, spesso condannato a un’emarginazione sociale. Come diceva il grande epilettologo americano Lennox “non esiste altra condizione in cui i pregiudizi sociali siano più gravi della malattia stessa” e, purtroppo, in alcuni casi persistono ancora preconcetti. Tuttavia – precisa il dottor Vidale – l’epilessia è una malattia molto studiata e fino ad oggi sono stati fatti importanti passi avanti in termini diagnostici e terapeutici. Infatti, nel corso degli anni, i farmaci utilizzati per il trattamento delle crisi epilettiche sono aumentati in numero e tutt’oggi continua la ricerca per la scoperta di nuove molecole, con lo scopo di ridurre al massimo il rischio di recidiva di crisi ed ottenere  la libertà da crisi con minori effetti collaterali possibili”.

Malattia neurologica tra le più diffuse ed in Italia, colpisce circa 500.000 persone con almeno 30 – 40.000 nuovi casi all’anno. Le crisi epilettiche possono colpire a qualsiasi età; tuttavia, sono più frequenti nel primo anno di vita, decrescendo durante l’adolescenza e aumentando nuovamente nell’età avanzata dopo i 65 anni, caratterizzandosi spesso per meccanismi patogenetici differenti a seconda dell’età.  Ma come si manifestano le crisi epilettiche? “Le crisi – spiega il dottor Vidale – sono molto eterogenee da un punto di vista semeiologico e vanno da manifestazioni minori, che passano talvolta inosservate, alla più conosciuta e temuta crisi convulsiva. Per questo motivo è molto importante che, nel sospetto di crisi epilettiche, il paziente venga preso in carico da professionisti dedicati alla materia,  permettendo così di diagnosticare tempestivamente la malattia ed impostare la terapia più adeguata”.

All’Ospedale di Rimini, l’U.O. di Neurologia e l’U.O. di Neuropsichiatria infantile diretta dal dottor Andrea Tullini, sono dotate di ambulatori di secondo livello per la gestione, cura e  trattamento della patologia; la collaborazione di queste due unità operative offre una continuità di cura per ogni fascia di età, potendo garantire un’assistenza qualificata e un follow-up durante tutta la vita del paziente che soffre di epilessia.  Attualmente, nell’ambulatorio epilessia della Neurologia dell’ospedale di Rimini, vengono effettuate circa 700 visite all’anno, a cui si aggiungono le circa 450 visite all’anno dei piccoli pazienti della U.O di Neuropsichiatria Infantile.

 “La grande collaborazione trai i professionisti all’interno dell’AUSL Romagna e con i centri regionali di terzo livello, in particolare con l’Università di Bologna – afferma il dottor Vidale – offre la possibilità di garantire percorsi diagnostico-terapeutici idonei e tempestivi anche per la gestione dei pazienti più complessi. Vi è attiva partecipazione per i percorsi dedicati alla chirurgia dell’epilessia, alla gestione dello stato epilettico, alle indagini genetiche e per la comunicazione con le associazioni che si occupano della patologia. La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova i pazienti e i medici che non sempre hanno potuto effettuare le regolari visite ambulatoriali. Con grande sforzo, nella maggior parte dei casi, – continua il dottor Vidale – si è però riusciti a garantire almeno un contatto telefonico e la riprogrammazione degli appuntamenti che erano stati sospesi. Queste difficoltà non hanno comunque impedito di continuare a migliorare i percorsi assistenziali. Ad oggi, infatti, sono in atto diversi progetti con il fine di implementare l’offerta dedicata ai cittadini riminesi che soffrono di epilessia. In particolare, si stanno sviluppando quelli inerenti l’informazione alla popolazione, il passaggio tra età adolescenziale ed adulta, la donna in età fertile ed in gravidanza, ed il trattamento dell’anziano fragile con multiple comobidità.”

Con la speranza di una rapida fine di questa emergenza sanitaria e con uno spirito di rinnovamento continuo, le Unità operative di Neurologia e di Neuropsichiatria Infantile di Rimini continuano ad operare affinché l’epilessia possa essere vista e vissuta come una patologia di cui non si deve avere più paura.

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