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Serena Montanari del CIRI MAM

L'impegno in laboratorio per costruire il futuro: il racconto di una ricercatrice riminese


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In foto: Serena Montanari al Tecnopolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
lun 15 feb 2021 17:52 ~ ultimo agg. 17 feb 07:34
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Storie di talenti che crescono nel territorio e, dopo avere arricchito le proprie competenze fuori dai confini, le mettono a disposizione del territorio stesso. Come nel caso di Serena Montanari, riminese classe 1986, ricercatrice e collaboratrice del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale su Meccanica Avanzata e Materiali di UniBo che ha una sede al Tecnopolo di Rimini. Un percorso, il suo, già significativo.

“Terminato il Liceo ero sicura del mio interesse per il settore scientifico – racconta – Sapevo della facoltà di farmacia nella mia città, Rimini, istituita dall’Università di Bologna, e pensando all’opportunità di frequentare i suoi numerosi laboratori, mi sono iscritta senza indugi. Il percorso di studi universitario è stato veramente interessante e l’ho concluso con una tesi sperimentale in chimica farmaceutica presso la sede di Bologna, con la quale mi sono laureata con lode nel marzo 2011 e che mi ha dato la possibilità di avvicinarmi e sviluppare sempre più la passione per la ricerca scientifica. Ho quindi deciso di proseguire la mia formazione in questo settore e nell’aprile 2015 ho ottenuto il titolo di doctor Europaeus di ricerca in Chimica, Chimica Farmaceutica, presso il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna occupandomi della progettazione e sintesi di nuove molecole potenziali multi-target directed ligands per la malattia di Alzheimer”.

Durante il secondo anno del dottorato, Serena Montanari ha trascorso dieci mesi presso l’”Institute of Medical Sciences” di Aberdeen nel Regno Unito, e un periodo presso The Centre for Hyperpolarisation in Magnetic Resonance (CHyM), University of York: “Qui ho approfondito le tecniche di sintesi farmaceutica e avvicinandomi a nuove realtà di vita, di pensiero e di ricerca. Nel tempo ho acquisito una maggiore padronanza e sicurezza in laboratorio e il gruppo di ricerca è diventato ancor più uno stimolo per il confronto e la discussione sui progetti. Contemporaneamente è cresciuta la mia passione e la voglia di continuare su questa strada e con impegno e anche sacrifici, ho sempre cercato di migliorare le mie competenze in questo ambito”.

“Nel maggio 2015 ho vinto un assegno di ricerca post-doc presso l’università di Parma, dipartimento di Farmacia, dove mi sono occupata fino ad aprile 2016 di preparazione di polveri antibiotiche da inalazione.  A maggio 2016, sono venuta a conoscenza di un bando per assegno di ricerca nel mio settore presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, a Rimini, la mia amata città e sede dell’Università del cuore. L’esito positivo mi ha dato la possibilità di occuparmi della prevenzione di malattie neurodegenerative attraverso lo studio dello sviluppo e caratterizzazione di inibitori naturali selettivi dell’enzima GSK-3ß mitocondriale”.

il Tecnopolo di Rimini

“Da settembre 2019 è iniziata la mia collaborazione con il CIRI-MAM, con la qualifica di assegnista di ricerca finanziato da ENI. Dal 20 luglio 2020 sono diventata ricercatrice a tempo determinato tipo A nel settore scientifico disciplinare CHIM08, chimica farmaceutica, presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita”.

Quali sono i temi dei progetti in cui è stata coinvolta con il Tecnopolo riminese?

“Il progetto finanziato da ENI riguarda lo sviluppo e l’applicazione di metodologie analitiche per la caratterizzazione di farine ed estratti algali per uso cosmetico e nutraceutico. Si tratta della caratterizzazione analitica di biomasse algali secche sia commerciali sia provenienti da coltivazioni sperimentali: la caratterizzazione delle varie componenti può orientare produzione e vendita dei prodotti algali verso i diversi ambiti di sviluppo come quello cosmetico, nutraceutico e quello in continua crescita dei biocarburanti. Il prezioso supporto dei professori del polo e la proficua collaborazione con tutto il team del laboratorio, mi hanno dato forza per proseguire nella ricerca. Una sfida impegnativa, ma la tenacia e la passione mi hanno fatto e mi fanno andare avanti. Mi sto anche occupando di un progetto in collaborazione con l’IRST di Meldola per l’analisi di farmaci e metaboliti, composti biologicamente attivi in prodotti farmaceutici, campioni biologici, nutraceutici e cosmetici. In particolare, un progetto che prevede lo studio di farmacocinetica di fentanyl transdermico, un farmaco antidolorifico di natura oppioide, e la sua determinazione dei parametri farmacocinetici tramite HPLC-UVDAD e GC-MS”.

Chi l’ha affiancata in questi progetti nel CIRI al Tecnopolo? E come si articola il lavoro?

“L’Unità 06 di Chimica e Tossicologia dei materiali del CIRI-MAM è composta di 18 docenti e ricercatori di UniBo che afferiscono al Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, UniBo sito a Rimini e al Dipartimento di Chimica di UniBo, sito a Bologna. Questi si riuniscono nel Tecnopolo per usufruire degli spazi dei laboratori e della strumentazione che la Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione. I progetti vengono svolti con stretta collaborazione di gruppo, sia con il personale Unibo che con le aziende. In questo percorso io sono stata affiancata dal professore Vincenzo Tumiatti ed in particolare dalla professoressa Vincenza Andrisano che mi guida ed indirizza nei progetti che seguo. Due persone veramente competenti, che stimo profondamente, non solo a livello professionale, ma anche a livello umano per il continuo supporto che non smettono mai di darmi”.

Quali sono gli aspetti più stimolanti che trova nel lavoro di ricerca e sperimentazione che ha condotto?

“Ricerca e sperimentazione, a riguardo di ogni diverso progetto o addirittura nel corso del progetto stesso, consistono nel valutare, interpretare e modificare con occhio critico il cammino intrapreso. La ricerca può dare grandi soddisfazioni o, a volte, nonostante il grande impegno, è così imprevedibile che può portare ad insuccessi. Non si smette mai di imparare ed è molto importante il lavoro in team ed il supporto di altre persone perché il confronto è essenziale per capire se sono state prese delle strade sbagliate. Non è mai banale, non c’è una routine. Per questo motivo è molto stimolante. Penso che contribuire allo sviluppo della ricerca voglia dire guardare al futuro e partecipare concretamente alla sua costruzione”.

 Perché è importante che le aziende investano in progetti di ricerca e innovazione?

“Istruzione/formazione e ricerca/sviluppo sono i fattori che permettono di guardare al futuro. Il tema caldo di ricerca e sostenibilità è essenziale per gli studi nel settore delle scienze della vita, in collaborazione tra imprese, istituti di ricerca ed università, che stanno portando allo sviluppo di nuove strategie in numerosi campi: energia, farmaceutica, cosmetica, alimentazione, integratori. Questi potrebbero fortemente condizionare positivamente il mondo di domani e del futuro”.  

L’emergenza Covid ha influito sul vostro lavoro?

“È stato un periodo inizialmente complicato, ma già subito dopo i primi mesi del 2020 in cui abbiamo capito come riorganizzare gli spazi nei laboratori, il lavoro è sempre proseguito senza particolari differenze rispetto agli altri anni”.

Vede nella ricerca scientifica il suo futuro professionale?

“Mi ha sempre affascinato la ricerca e in questi anni ho sperimentato le difficoltà e le soddisfazioni che può portare. Considero il mio lavoro anche la mia passione e cerco di mettere il massimo dell’impegno in ogni progetto che affronto. Quindi si, spero proprio di continuare con questo percorso … ancora lungo”.

Percorso che Serena Montanari affianca alla sua altra grande passione:La musica, l’alter ego della mia anima scientifica. Suono chitarra e mandolino dal 2002, sotto la guida del Maestro Aldo Vianello. Mi sono diplomata in chitarra classica nel settembre 2011. Sono tutt’oggi un membro attivo dell’ensemble a pizzico “I Furiosi” e dell’ensemble “Arc en ciel” suonando entrambi gli strumenti. Assieme all’ ensemble I Furiosi ho inciso il cd “Bizzosa” ed ho partecipato alla produzione dvd “Aulente Rosa del mattino”. E poi come si suol dire, prendi l’arte e …”. Conoscenza tecnica, precisione, intuito, passione, voglia di migliorarsi, capacità di integrarsi e interagire col gruppo. A modo loro, il ricercatore e il musicista condividono tante caratteristiche.


Per saperne di più:

www.tecnopolorimini.it

Via Dario Campana, 71 Rimini
0541/21847

www.mam.unibo.it

www.unirimini.it

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