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Calcio D

Rimini-Fiorenzuola, la vigilia di Alessandro Mastronicola

In foto: Alessandro Mastronicola
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 5 gen 2021 11:25 ~ ultimo agg. 6 gen 14:06
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Primo impegno del 2021 per il Rimini, che ha chiuso l’anno vecchio con due vittorie di fila su Corticella e Pro Livorno. Al “Romeo Neri” il giorno della Befana (inizio ore 14:30) arriva il Fiorenzuola, che nel turno prenatalizio ha pareggiato 1-1 con la Sammaurese, ma che nel turno precedente aveva rifilato una “manita” (5-1 il finale) alla lanciatissima Aglianese. I rossoneri piacentini sono secondi in classifica, proprio alle spalle dei toscani, con 17 punti, tre in più dei biancorossi.

La vigilia del tecnico del Rimini FC, Alessandro Mastronicola.

Avete chiuso il 2020 con due vittorie. “Ormai devono essere solamente un ricordo piacevole – attacca Mastronicola -, però dobbiamo tenere bene a mente quello che abbiamo fatto per far sì che questi due risultati fossero positivi, mantenere quella linea, ma non cullarci sul fatto di aver fatto due vittorie di fila. Anche perché sono passati quindici giorni”.

L’anno nuovo del Rimini si apre con due big match: Fiorenzuola e Prato. “Pensiamo prima al Fiorenzuola, che è difficile da affrontare: squadra molto organizzata sia collettivamente che mettendo in risalto le qualità dei singoli. Un buon test per ripartire in campionato, un’occasione per cercare di affermarci contro queste squadre che in classifica occupano un posizionamento migliore del nostro”.

In caso di vittoria però i biancorossi aggancerebbero i rossoneri in classifica. “Noi ovviamente dobbiamo cercare la vittoria, la prestazione, cercando di alzare sempre il livello di tutto, sia della mentalità che nel cercare di oltrepassare i limiti”.

Due gli assenti sicuri. “Sono ancora fermi ai box sia Capicchioni che Grumo. Altri piccoli acciacchi li abbiamo gestiti bene. Gli altri sono a disposizione”.

Sul Fiorenzuola. “Un avversario che arriva come noi da risultati importanti, anche se l’ultima l’hanno pareggiata con la Sammaurese, anche se hanno fatto una buona gara come avevano fatto con l’Aglianese (partita vinta dagli emiliani per 5-1, ndr). Lavorano bene di reparto, lavorano bene di squadra, il singolo è a disposizione del collettivo e il collettivo fa esaltare il singolo. Hanno una mentalità che portano avanti nell’arco dei 90 minuti. È una squadra che non si fa prendere dall’ansia, molto paziente, secondo me è una squadra completa. Sono due anni che lavorano con Tabbiani e si vede”.

Il Rimini è cresciuto in questi mesi? “Io credo che da agosto ad adesso siamo cresciuti. Abbiamo ancora ampi margini. Quello che ci è mancata è la continuità di giocare, lo abbiamo fatto nelle ultime settimane e i risultati ci hanno detto che forse siamo sulla strada giusta”.

Sulla lunga finestra di mercato. “Tante voci possono destabilizzare, ma noi dobbiamo essere bravi a fare quadrato. Se ognuno di noi crede in quello che fa e crede di poter essere utile alla causa, anche dando un piccolo contributo, credo che questa situazione del mercato che non finisce mai possa essere superata insieme. Se pensiamo singolarmente diventa complicato, per il gruppo e anche per il singolo stesso”.

Sul nuovo portiere che prenderà il posto di Sourdis. “Stiamo valutando. Stiamo cercando un portiere che sia all’altezza, che si possa giocare il posto. Sourdis io non volevo andasse via, lui voleva giocare a tutti i costi a prescindere ed era arrivato un momento in cui non voleva più stare qui. Da agosto alla gara con l’Aglianese Sourdis ha avuto un problema di tesseramento, per colpa di nessuno, poi una giornata di squalifica, e poi abbiamo fatto un mese di stop. Quando siamo rientrati con l’Aglianese io ho fatto una scelta, così come l’ho fatta con il Corticella e con il Pro Livorno. Con lui abbiamo parlato io e Finucci (l’allenatore dei portieri, ndr), io non mi sono sentito di promettergli nulla, gli ho detto che la sua occasione sarebbe arrivata, la società gli aveva proposto un triennale. Lui voleva sentirsi dire che avrebbe giocato titolare, io questo non sono riuscito a dirglielo perché promesse si fanno solo se si possono mantenere a mio avviso”.

Su Gomis e sul mercato. “L’ho visionato. Siamo tanti, ci sono delle regole da seguire per tutti. Io devo fare delle scelte, che devono essere accettate. Tutti quelli che sono qui se vogliono rimanere devono accettare anche poco minutaggio o zero, altrimenti fanno come Sourdis, pretendendo certezze che io non posso dare. La mia posizione è questa. La mia linea è quella di mettere la migliore formazione possibile in campo, sperando di vincere o credendo di vincere, che è diverso di sperare. Delle scelte ci sono, c’è chi rimane fuori. Come ho detto più volte ai ragazzi: chi è arrabbiamo a me sta bene, chi è deluso a me interessa poco, chi non ha voglia a me interessa poco, chi è convinto di far parte di questo gruppo, che poi non so neanche io quello che può dare, benissimo. Chi pretende di giocare a tutti i costi mi chiede promesse che non posso fare e mai farò. Questo centrocampista arriverebbe solo in caso di partenza”.

Sulla situazione del difensore Abel Gigli. “Nessuno è fuori rosa. Gigli non si allena a parte. Io alleno tutti i giorni tutti e tutti allo stesso modo, non vedrete mai allenamenti di giocatori a parte, a parte per gli infortuni. Se Gigli non è stato tra le mie scelte non è detto che sia fuori rosa. Se uno sta bene qui e crede che possa essere utile io lo alleno”.

Sui tamponi. “Il Fiorenzuola è a posto perché loro partono oggi per domenica. Io devo aspettare, ma ormai siamo abituati”.

A livello di modulo si continuerà sulla strada tracciata nelle ultime due partite dell’anno vecchio? “Credo di sì, in questi giorni abbiamo lavorato su quel modulo e abbiamo cercato in tutti i modi di modificare quelle situazioni. Bouba (Sambou, ndr) fa benissimo il trequartista, deve migliorare nei movimenti quando non ha lui il pallone. Quel ruolo lo può fare bene anche Simoncelli. Tra le punte non c’è un giocatore in particolare che abbia le caratteristiche da trequartista, ma sono punte che possono sostare in quella zona senza dare riferimenti”.

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