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venerdì 24 settembre 2021
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giornata della memoria

Non è possibile! Come è potuto succedere?

di Stefano Rossini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 27 gen 2021 15:50 ~ ultimo agg. 17 mar 17:07
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Quando ero ragazzo immaginavo spesso questa cosa: di scoprire, un giorno, che il passato non fosse mai esistito, che le rovine erano state messe ad hoc per ingannare tutti, i filmati realizzati negli studi cinematografici, i libri contraffatti, e che il mondo era sempre stato lo stesso che conoscevamo nei nostri giorni, dall’alba dei tempi.

Deliri adolescenziali e complottismo ante litteram. In effetti, però, da ragazzi tante volte ci stupiamo quando veniamo a conoscenza di certe vicende del passato: dalla costruzione delle piramidi (realizzate dagli egiziani grazie all’aiuto degli Ufo), all’attraversamento delle Alpi con gli elefanti di Annibale, alle grandi conquiste di Alessandro, fino alle tragedie, incredibili, come la Shoah.

Non è possibile! è la prima reazione

Nei primi anni 2000 raccolsi la testimonianza di mio nonno spedito come militare in Russia. Tornò cieco da un occhio e con alcune schegge di granata nel corpo che lo accompagnarono per tutto il resto della sua vita. L’anno dopo morì. Cosa rimaneva di quella storia? Solo qualche riga in un quaderno.

Oggi ansa pubblica la notizia che sono rimasti 11 testimoni della Shoah in Italia. Persone che si spendono con tutte le loro forze per non farci dire: non è possibile. Ma ci crederemo ancora quando nessun testimone oculare ci sarà più?

I negazionisti aumentano. E non è facile credere a ciò che è accaduto: non solo per chi lo fa in malafede per evitare il giudizio della storia sui propri compagni di pensiero; anche per chi al contrario vive una vita più sociale e tollerante (pur con tutti i nostri limiti) è difficile immaginare di poter allestire una macchina altamente organizzata al solo scopo di uccidere milioni di persone. E che migliaia di persone accettino nel silenzio di prendere parte a questo meccanismo, mandandolo avanti come un banale lavoro di ufficio, astenendosi da qualsiasi giudizio.

Eppure è avvenuto. non dobbiamo mai dimenticarlo, anche quando tutto sembra affermare il contrario. Anche quelle rare volte in cui il mondo sembra un posto fantastico in cui tutti si vogliono bene.

La storia è lì a ricordarcelo attraverso le persone, attraverso i documenti, i dati raccolti, le foto, le immagini e le testimonianze.

E anche attraverso la ripetizione. Perché se è vero che fare paragoni tra la Shoah e altre terribili ingiustizie che hanno afflitto altri popoli e altre categorie di persone come gli armeni, gli omosessuali, i migranti e tante altre minoranze, spesso rischi di accomunare cose orribili e con molti punti in comune, ma comunque diverse, dall’altra parte non si può però non riconoscere che questo desiderio di pulizia etnica non abbia ancora abbandonato la nostra mentalità.

Alcuni rabbini e figure importanti della comunità ebraica inglese e del commonwealth hanno deciso di “approfittare” della visibilità di questa giornata della memoria 27 gennaio del 2021 per spostare l’attenzione sugli Uiguri, una minoranza turcofona musulmana del nord ovest della Cina, che secondo il dipartimento di stato americano sta subendo una persecuzione sistematica diventata genocidio. Si stima che almeno 2 milioni di persone siano state internate.

La Cina parla invece di rieducazione.

Non è possibile. Verrebbe da dire. E invece sì.

Forse la storia non insegna nulla se non che ricadiamo negli stessi errori.

Elie Wiesel disse che chiunque ascolta un testimone diventa un testimone. In questo senso l’informazione può diventare consapevolezza.

Ma come si può raccontare la Shoah e i futuri crimini in modo da essere ascoltati, prima ancora che creduti? Ho avuto la fortuna e la possibilità di intervistare Laura Fontana, concittadina riminese, responsabile del progetto memoria del Comune di Rimini e una delle più attente studiose ed esperte della storia della Shoah del nostro territorio. Così ha risposto:

Guardare il passato deve diventare uno stimolo per capire come tenere acceso il fuoco, non per contemplare le ceneri; che ciò che è accaduto non si ripeta, né per gli ebrei – ma purtroppo i sussulti di antisemitismo sono sempre più rumorosi – né per nessun altro popolo.

Di tutto quello che ho letto in questi giorni e settimane sulla Shoah, mi è rimasto impresso il racconto di Liliana Segre sulla sua amica Janine. Entrambe internate, entrambe davanti ai carnefici che decidevano in pochi istanti con un cenno chi sarebbe sopravvissuta e chi mandata a morire.

Ecco: Liliana Segre va oltre, è salva, Janine no. Liliana vorrebbe girarsi, dire qualcosa all’amica, opporsi, farsi sentire. Ma non lo fa. La paura di morire, di farsi notare dagli aguzzini è troppa. Va oltre. Non rivedrà più l’amica. 

Questo tarlo, questa sconfitta dell’umanità, questo successo dei nazisti la tormenterà per il resto della sua vita, come lei stessa racconta.

Ed è questo che fa di lei un’umana. Una donna. Un uomo.

Questo è un uomo

 

Fonti:

https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2021/01/26/giorno-della-memoria-sami-liliana-edith-e-gli-altri.-chi-sono-gli-ultimi-pochissimi-sopravvissuti-_502b8888-1a09-4d0c-bf98-c1049d0a486f.html

https://www.open.online/2021/01/25/regno-unito-la-comunita-ebraica-inglese-dedica-la-giornata-della-memoria-agli-uiguri/

https://francescamilano.blog.ilsole24ore.com/2018/01/19/il-rimorso-di-liliana-segre-una-storia-da-leggere-per-capire-auschwitz/

https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/dec/15/chief-rabbi-silent-plight-uighurs-atrocity-china

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