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L'esperienza del CVLab

Intelligenza artificiale: la ricerca per le aziende che vedono le nuove sfide


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In foto: dal sito CVLab
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
ven 22 gen 2021 16:10 ~ ultimo agg. 27 gen 18:17
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Con l’intelligenza artificiale un’azienda di Google, DeepMind, ha risolto di recente il protein folding problem, una questione che la biologia studiava da mezzo secolo. Lo ricorda Luigi Di Stefano, docente del DISI (Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna) che da trent’anni si occupa di computer vision, una branca dell’intelligenza artificiale. Il professor Di Stefano ha anche fondato il CVLab, Computer Vision Laboratory, che opera nell’ambito del DISI e che oggi pubblica nelle sedi internazionali più prestigiose e svolge attività di ricerca, anche in collaborazione con diverse aziende.

Il caso del protein folding serve a far capire a quali rivoluzionari risultati stia arrivando questo settore, in cui tutte le aziende web e tecnologiche più importanti a livello internazionale stanno investendo e correndo, a partire da giganti come Google, Facebook, Amazon, Apple, Huawei e tanti altri. Ed è con questo scenario che si confronta la ricerca dell’Alma Mater: “A livello scientifico, lo scenario è davvero estremamente competitivo. Negli ultimi anni abbiamo visto un’esplosione delle attività di ricerca sull’intelligenza artificiale sia in ambito accademico che a livello corporate: non solo le università ma anche le aziende più importanti competono per pubblicare nelle conferenze più prestigiose”.

il professor Luigi Di Stefano

Oltre a quattro docenti, al CVLab oggi collaborano ricercatori post dottorato e dottorandi, oltre a diversi studenti che col laboratorio arrivano alla laurea. “Quando ho cominciato a fare ricerca la computer vision era una nicchia, oggi è uno dei settori il campo all’interno della computer science che produce più ricerca scientifica. E’ un ambito in esplosione esponenziale: il ritmo con cui vengono prodotte nuove idee è forsennato, un paper pubblicato da un paio di settimane può passare già per vecchio. Oggi la computer vision, si fonda sempre più sul cosiddetto machine learning, ovvero sistemi che apprendono dai dati”.

In ambito industriale, per le aziende le opportunità di applicazione di queste tecnologie sono innumerevoli: “qualsiasi manufatto che oggi viene prodotto deve essere sottoposto al controllo qualità, così come la movimentazione di parti è sempre più affidata a macchine e robot. Tutte queste attività possono essere realizzate da sistemi che “vedono” grazie all’intelligenza artificiale. Un altro ambito che oggi suscita molto interesse è la manutenzione predittiva, che significa analizzare dati provenienti da sensori, ad esempio installati a bordo di una macchina automatica, per prevenire l’insorgere dei guasti identificando in anticipo comportamenti anomali.

Ad esempio, ho fatto un progetto con una grande azienda in cui abbiamo usato tecniche di intelligenza artificiale per l’analisi di immagini al fine sia di analizzare il prodotto e verificare la presenza di difetti, sia di identificare delle deviazioni nel processo produttivo che possono essere corrette in maniera preventiva rispetto all’insorgere dei difetti stessi”.

Armi importanti per un’economia che deve guardare al livello alto del mercato: “L’investimento in qualità e sul processo paga sempre. Soprattutto per l’industria italiana che deve posizionarsi, indipendentemente dal settore, nel segmento di mercato top. Quello che abbiamo in più è la qualità del personale, l’eccellenza nel design, nella tecnologia e nella creatività. Non possiamo competere con i paesi a basso costo del lavoro, il prodotto italiano deve posizionarsi nel segmento top e gli strumenti di computer vision e analisi delle immagini sono uno strumento fondamentale per la qualità del prodotto e l’ottimizzazione del processo”.

Dal punto di vista del CVLab, la risposta nel territorio non manca: “Le aziende rispondono con molto interesse. In questo momento ho dodici laureandi che stanno facendo la tesi su temi di computer vision in aziende emiliano-romagnole. Questa coscienza si sta ampliando, sicuramente le grandi aziende sono più avanti ma anche le piccole e medie aziende si stanno mettendo al passo. A volte le piccole aziende sono più adatte a fare innovazione perché hanno maggiore velocità di reazione ai cambiamenti rispetto ad aziende grandi che sovente operano tramite processi più consolidati e organizzazioni gerarchiche più burocratizzate”.

Nella rete di competenze di alta tecnologia che l’Alma Mater ha sviluppato negli anni su tutto il territorio, l’innovazione legata alle tecnologie informatiche e digitali può contare su diverse realtà: dal VARLab, il laboratorio di realtà virtuale di Rimini, ai CIRI ICT, centri di ricerca industriale per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione con sedi a Bologna, Forlì e Cesena, a tante altre attività promosse nell’ambito dei Campus e dei Tecnopoli.  Le imprese hanno così a disposizione diverse competenze che possono supportare, accompagnare e integrare i loro percorsi: “Noi collaboriamo con aziende spesso svolgendo quella parte di ricerca più di frontiera per cui l’azienda, soprattutto se medio-piccola, è meno strutturata. Tipicamente interveniamo per esplorare strade nuove, caratterizzate da un forte potenziale di innovazione e, non di rado, anche da un rischio di insuccesso non trascurabile. In questo ambito siamo in contatto anche il Tecnopolo di Rimini per alcune potenziali collaborazioni con aziende del territorio. Da un certo punto di vista, le aziende del nostro territorio comprendono che l’intelligenza artificiale è una rivoluzione rispetto a cui bisogna stare al passo. Non sempre hanno chiaro il come: ci sono diverse richieste di collaborazione che mirano a colmare questo gap”.

Partendo dal presupposto che dietro alla tecnologia, anche la più avanzata, il valore fondamentale è il capitale umano che la crea: “Non si può prescindere dal valore delle persone per innovare nei settori su cui oggi tutto il mondo sta lavorando e che stanno producendo risultati fino a ieri inimmaginabili. L’intelligenza artificiale è un settore in cui il know- how è molto sofisticato e molto pregiato, e le aziende hanno bisogno delle persone con le skill adeguate. L’Italia ha un buon sistema della formazione, ci sono molti laboratori validi. Il problema dei talenti non c’è: abbiamo molti giovani con tantissimo entusiasmo e capacità”.

Il problema casomai può essere quello noto della “fuga” dei talenti verso paesi dove le aziende possono offrire salari e prospettive migliori. Una migliore competitività del mercato del lavoro passa ovviamente dagli investimenti delle aziende ma anche e soprattutto da politiche che agevolino chi si rivolge alla ricerca e investe in innovazione. L’Emilia Romagna, in questo senso, ha saputo creare opportunità: “Le Regione ha fatto molto e continua a fare molto in questo senso – ricorda il professor Di Stefano – Anche molte delle collaborazioni che noi facciamo con le aziende sono facilitate dai finanziamenti regionali. Penso tuttavia che in questo momento sia necessario anche un intervento legislativo forte a livello nazionale, volto a facilitare l’inserimento dei talenti nelle aziende italiane, ad esempio l’azzeramento del cuneo fiscale per l’assunzione di dottori di ricerca con curriculum scientifico di eccellenza”.


Per saperne di più:

La pagina del CVLab

Per il Tecnopolo di Rimini:

www.tecnopolorimini.it

telefono 0541 21847

www.unirimini.it

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