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vita a servizio della conoscenza

E' morto l'editore riminese Bruno Ghigi. Aveva 98 anni

In foto: Bruno Ghigi, con l'ex assessore alla cultura Massimo Pulini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 7 gen 2021 12:47 ~ ultimo agg. 8 gen 11:18
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E’ morto a 98 anni lo stimato editore riminese Bruno Ghigi. La sua attività editoriale era nata negli anni ’70 quando ristampò la “Storia civile e sacra riminese” di Luigi Tonini.

Bruno era nato in una famiglia contadina numerosa, ultimo di 10 figli, nati da Alessandro Ghigi e Caterina Rosa. Contadino lui stesso sino al 1942, poi operaio alla Caproni di Predappio, renitente alla leva repubblichina, nell’ottobre del 1944 venne assunto in qualità di impiegato dal Comune di Rimini.  Nel 1954, il Commissario prefettizio, con al Governo Mario Scelba come sottolineava Bruno, lo licenziò insieme ad altri 27 dipendenti comunali. Si trovò così a 32 anni senza lavoro e con moglie e tre figli da accudire. Nel 1955 decise di avviare un’attività di vendita di carta, cancelleria e sussidi didattici e iniziò a pubblicare carte geografiche: lo farà per oltre 30 anni, girando tutta l’Italia per venderle. Nel 1965 vinse il ricorso contro il suo licenziamento e tornò a lavorare in Comune per alcuni anni fino al raggiungimento della pensione.  Nei primi anni ’70 su indicazione del prof. Mario Zuffa ristampò la “Storia civile e sacra riminese” di Luigi Tonini, in 6 volumi e 9 tomi. Da questo lavoro cominciò la sua attività editoriale che lo condusse a editare volumi di storia locale di Rimini ma anche di tanti comuni della Romagna. Numerose le opere dedicate alla Seconda Guerra Mondiale e in particolare gli avvenimenti legati al passaggio del fronte nella nostra Città e alla sua liberazione.
Per la sua appassionata e infaticabile attività di editore e di studio degli avvenimenti della nostra terra, unita all’amore per la sua città dimostrato nelle tante pubblicazioni che ha realizzato, l’Amministrazione comunale di Rimini gli conferì nel 2014 una targa a testimonianza della stima e della gratitudine, non solo dell’Amministrazione comunale, ma dell’intera Città. Bruno era padre di quattro figli frutto dell’amore vissuto con la moglie Ester, sua coetanea, venuta a mancare nel 2017, dopo 74 anni di storia vissuta insieme.

Cordoglio è stato espresso dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi e dall’assessore alla cultura Giampiero Piscaglia.

Con Bruno Ghigi se ne va davvero un pezzo della storia, anzi della Storia, della nostra città. Perché la sua vita, enorme nell’attraversare con coerenza e senso morale quasi 100 anni tra il secolo breve e il nuovo millennio, si intreccia costantemente con la sua attività di piccolo editore, a servizio della conoscenza e della divulgazione della vicenda storica della nostra città. Tra i sassolini che negli ultimi 70 anni hanno permesso a Rimini di non perdere del tutto la strada della propria identità, dopo la rimozione collettiva post traumatica seguita all’ultimo conflitto bellico che fece credere a molti al mito di Rimini ‘città nuova senza passato’, ci sono sicuramente quelli messi in fila con amore e cura da Bruno Ghigi. Intorno a loro, alla famiglia Ghigi, ci stringiamo forte in questo momento di intenso dolore”. 

Emma Petitti, presidente del Consiglio Regionale, lo ricorda come “uomo d’intelletto, mente brillante e raffinata. Una vita dedicata alla cultura e all’amore per la sua, per la nostra Rimini, narrata in tante sue pubblicazioni.  Da sempre legato alle radici umili e alla sinistra, ha raccolto le storie di chi aveva vissuto il dramma della Seconda Guerra Mondiale e la speranza della Liberazione poi. Tante testimonianze, racchiuse nella sua opera, di gente del nostro entroterra, uomini e donne che hanno contribuito a scrivere il nostro futuro e la nostra storia locale. 

Ciao Bruno, mi mancherai. Ci mancherai. 

Riposa in pace”.