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Stop a lavoratori di serie a e b

Nel 2020 l'esplosione della Cassa Integrazione. Cisl: serve riforma

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 29 dic 2020 13:11 ~ ultimo agg. 13:13
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Il 2020 ha segnato una vera e propria esplosione della cassa integrazione. Quasi 48milioni di ore sono state autorizzate nelle tre province romagnole tra gennaio e settembre con Ravenna in testa con oltre 18milioni e Rimini in coda con quasi 14,2 milioni. Lo evidenzia uno studio della Cisl Romagna che, per fornire un ordine di grandezza, mette sul piatto i dati del 2009 quando era in pieno corso la crisi finanziaria: 7,3 milioni di ore in tutta la Romagna, 2,1 in provincia di Rimini. Il ramo più colpito dalla pandemia è stato l’industria col 59% delle ore autorizzate e il comparto meccanica in grande sofferenza nei mesi estivi. Molto penalizzato anche il commercio col 34% (il dato più alto tra le province romagnole). La maggioranza della cassa integrazione in deroga è stata impiegata invece per i servizi. A Rimini si evidenziano anche alti livelli di ore richieste di cassa integrazione per alberghi e ristoranti e da parte del commercio al dettaglio. Il picco di ore autorizzate è stato nel mese di aprile con un calo estivo e una ripresa stimata, purtroppo, da ottobre e legata alle nuove chiusure imposte dalle misure anti contagio. “Fondamentale per la tenuta economica e sociale del nostro territorio – ricorda il Segretario della CISL Romagna Francesco Marinelliè stata la proroga, fortemente richiesta dai sindacati, degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti fino marzo a 2021. Ma le ulteriori chiusure di questi giorni ed una possibile terza ondata pandemica con ulteriori chiusure, ci obbligano a riflettere sull’urgenza di investimenti mirati ed una riforma organica degli ammortizzatori sociali”. Marinelli, ricordando i tanti ambiti non coperti dalla cassa, dice basta a lavoratori di serie A e di serie B. Serve una riforma organica, secondo la Cisl, che preveda un ammortizzatore universale per tutti i comparti, anche quelli che oggi sono esclusi, e tempi rapidi e certi nell’erogazione perché, conclude il segretario, “per troppi lavoratori gli aiuti sono arrivati con tempi non accettabili

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di Redazione