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Prima a chi è a rischio

Vaccino antinfluenzale. Paolizzi: tante richieste, fondamentale fare presto

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 29 set 2020 13:02 ~ ultimo agg. 30 set 12:24
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Tra una decina di giorni scatterà, in anticipo rispetto al solito, la campagna antinfluenzale. La Regione punta ad aumentare la copertura vaccinale tra le categorie più a rischio per limitare le criticità legate alla coabitazione con covid. I medici di base si stanno preparando e sono subissati di richieste. A Tempo Reale (Icaro) se ne è parlato col dottor Corrado Paolizzi, medico di base riminese

La campagna antinfluenzale in Emilia Romagna scatta il 12 ottobre e prevede la distribuzione di 1,2milioni di dosi, il 20% in più del 2019. La platea di chi ne ha diritto gratuitamente, oltre ai soggetti più a rischio, si allarga agli over 60 (non più 65). L’obiettivo è semplificare la diagnosi in una stagione in cui l’influenza circolerà insieme al covid. Tante richieste stanno già arrivando ai medici di base: ognuno di loro ha diritto al 20% in più di dosi rispetto a quelle somministrate nel 2019. Federfarma lamenta però poche dosi per le farmacie (la Regione ne mette a disposizione 36mila) alle quali si devono rivolgere le persone ritenute meno a rischio. “Comprendo la richiesta delle farmacie – commenta il dottor Paolizzi – ma si deve dare la precedenza alle categorie a rischio.

La Regione punta ad arrivare ad una copertura vaccinale del 75% tra gli over 65 rispetto al 57 dello scorso anno. Ma fondamentale sarà anche la tempistica di somministrazione, tenendo presente che anche anticipando la vaccinazione la copertura è garantita fino a marzo/aprile. “Le dosi mi arriveranno il 7 ottobre e dal 9 comincerò ad effettuare le vaccinazioni – spiega Paolizzi a cui, finora, sono arrivate oltre 400 richieste su 550 pazienti over 65 seguiti – e mi farò coadiuvare da un’altra dottoressa per poterne vaccinare il più possibile nel minor tempo possibile. L’obiettivo è evitare che le persone continuino a girare, magari con la febbre, quando arriveranno i primi sintomi parainfluenzali: magari al mattino vengono in ambulatorio col mal di pancia e il pomeriggio hanno 39. Meglio evitarlo“.

Ad incentivare il ricorso al vaccino arriva anche uno studio del Centro Cardiologico Monzino di Milano secondo cui, durante il lockdown, nelle regioni con maggio copertura vaccinale tra gli over 65, ci sono stati meno contagi e meno ricoveri per Covid-19. Ma il tema vaccini resta molto delicato. Paolizzi però ha le idee chiare:  “se l’influenza gira di meno è probabile che anche chi non si è voluto vaccinare non si ammali. Ma questo accade perché ha accanto persone che si sono vaccinate proprio per non far girare il virus. Secondo me – conclude – non vaccinarsi è un atto di grande egoismo.

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di Lucia Renati   
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