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le insidie del web

Affitta un appartamento che non esiste, 35enne riminese truffato

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 12 ago 2020 14:47 ~ ultimo agg. 18:35
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Ha affittato un appartamento fantasma. Così, al momento della consegna delle chiavi, dopo aver versato una caparra di 900 euro, un 35enne riminese si è accorto di essere stato raggirato. Da chi? Lo scoprirà qualche giorno più tardi il suo avvocato, Filippo Capanni del Foro di Rimini, che ha sporto denuncia ai carabinieri di Santarcangelo nei confronti di una coppia di truffatori seriali. I reati contestati sono truffa in concorso e sostituzione aggravata di persona. Ci sarebbe poi un terzo complice, un sedicente commercialista, rimasto al momento ignoto.

Una truffa ben architettata quella messa in piedi ai danni di un riminese in cerca di un appartamento in affitto dove vivere qualche mese in attesa che i lavori di ristrutturazione della sua abitazione fossero ultimati. E’ su in sito online che il 35enne decide di pubblicare un annuncio dettagliato. Non lascia però il recapito telefonico, ma solo la propria mail. Ed è sulla chat del sito che viene contattato da una tal Antonina che gli offre un appartamento a Marina Centro a 800 euro al mese. La proposta è interessante e il riminese decide di lasciarle il numero di cellulare.

Qualche giorno dopo, però, a contattarlo non è Antonina ma un uomo dall’accento milanese che si presenta come il signor Sala: “L’appartamento che le ha offerto mia moglie in realtà verrebbe 1.800 euro al mese, però possiamo accordarci a meno, magari in nero… Diciamo a 900 euro”, questo il succo della telefonata. Il 35enne vuole un contratto regolare e il finto titolare dell’appartamento gli dice che a chiamarlo il giorno successivo sarà il suo commercialista. E così è. Telefonicamente i due si accordano per un contratto di locazione transitorio e per un versamento totale di 900 euro, che sarebbero serviti a coprire le spese per sanificare l’appartamento e come caparra. L’ignaro affittuario riceve dal signor Sala gli estremi della SisalPay, una carta prepagata che poi risulterà intestata ad una certa Pamela, e versa quanto pattuito.

La truffa inizia ad emergere quando il 35enne contatta in chat Antonina chiedendole se avesse ricevuto i 900 euro di anticipo. “Non so di cosa parli, io non ho avuto nulla”, è la risposta della donna, che poi scompare dalla conversazione. Qualcosa non quadra e il riminese chiama il signor Sala per avere chiarimenti. Le telefonate vanno a vuoto, ma un sms indica la data, l’ora e il luogo dove avverrà la consegna delle chiavi: “Il 2 agosto, in via Giovanni Battista Casti, a Rimini, alle 16”. Peccato che all’incontro il signor Sala non si presenterà mai.

La truffa è servita e al 35enne riminese non rimane altro da fare che rivolgersi a un avvocato. Dalle indagini del legale, è emerso che il signor Sala e la signora Antonina altro non sono che due truffatori navigati, diventati persino famosi sui social, con alle spalle decine e decine di raggiri in varie parti d’Italia.

 

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