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Le ipotesi di lavoro

Specialistica ambulatoriale. Il piano Ausl per recuperare gli arretrati

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 29 lug 2020 17:43 ~ ultimo agg. 30 lug 13:30
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Il lockdown ha avuto un peso rilevante anche sulle prestazioni sanitarie con migliaia di visite rimandate. E ora per l’Ausl il recupero non è semplice. In particolare per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale nelle branche di oculistica, dermatologia, pneumologia, ginecologia, cardiologia. La priorità, fa sapere l’Azienda Sanitaria, è ora completare il ricolloco delle prestazioni non erogate mantenendo comunque le urgenze. Qualora i medici prescrittori la rilevino infatti, ci sono canali di accesso specifici per effettuare le visite e gli esami necessari in tempi molto rapidi (24 – 72 ore).
Per quanto riguarda invece le altre prestazioni, l’Ausl ha deciso si mettere in campo una serie di azioni. In primo luogo cercando di massimizzare la propria capacità di fornire visite ed esami, sia con accorgimenti logistico-organizzativi (l’utilizzo di più ambulatori in parallelo in modo da non tenere i medici “fermi” durante le operazioni di sanificazione e la revisione degli orari di erogazione) sia proseguendo in tutte le forme possibili il reclutamento di professionisti: reclutamento straordinario di personale medico specializzato o in formazione specialistica, di specialisti convenzionati interni, prestazioni aggiuntive dal personale dipendente. Il tutto tenendo conto della forte carenza di medici sul mercato del lavoro.
L’Azienda sta inoltre esplorando la disponibilità delle strutture sanitarie private accreditate. In quest’ambito, sta rafforzando la possibilità per la struttura privata, qualora ravveda dopo una visita o un esame, la necessità di procedere con una ulteriore prestazione sempre in ambulatoriale, di effettuarla direttamente nella stessa seduta, senza che il paziente debba averla precedentemente prescritta. Ad esempio l’effettuazione di un doppler di approfondimento dopo una visita vascolare (ovviamente l’Azienda si riserva controlli sull’appropriatezza di tali prestazioni). Ulteriore ipotesi di lavoro, l’acquisizione dai privati di spazi fisici in cui effettuare l’attività ambulatoriale da parte di medici aziendali, sempre nell’ottica di ottimizzare l’utilizzo del tempo dei professionisti.
Se ancora non dovesse essere sufficiente, l’Ausl sta valutando anche la possibilità di attivare collaborazioni con le strutture sanitarie private non accreditate, quantomeno fino al momento in cui permanga lo stato di necessità conseguente a Covid.
Molte criticità si rilevano poi nelle modalità per effettuare le prenotazioni. L’Azienda ribadisce la raccomandazione di utilizzare i molti e differenziati canali attivi per prenotare, tra cui i Farmacup e il Fascicolo sanitario elettronico: quest’ultimo in particolare non solo per prenotare ma anche per scaricare i referti senza necessità di recarsi fisicamente a ritirarli. Per quanto riguarda poi il Cuptel, attivo in orario 7.30 – 19.00, per cercare di ridurre le attese la raccomandazione è di provare ad utilizzare tutta la fascia oraria di apertura per effettuare le chiamate, e di utilizzare il servizio di recall che permette di essere richiamato nell’arco della giornata e comunque entro la prima ora di servizio del primo giorno lavorativo successivo.
Tutte le modalità di prenotazione dell’Ausl Romagna sono consultabili sul sito aziendale al seguente link:
https://www.auslromagna.it/come-fare-per/prenotare-disdire

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