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riconoscimento dalla città

La Formica: i servizi della cooperativa garantiti durante tutto il lockdown

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 15 lug 2020 15:17 ~ ultimo agg. 22 lug 16:08
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In questa strana e anomala estate che gradualmente si sta rimettendo sui binari della normalità, anche i soci e i lavoratori della cooperativa stanno facendo il massimo per recuperare la speranza e la certezza che tutto ritorni come prima. Un atteggiamento rassicurante e motivante ma anche una presenza continua e perseverante che, soprattutto durante il momento più buio del lockdown, non è mai mancato, animando i tanti servizi gestiti dalla cooperativa, mai interrotti sul territorio riminese.

Quando tutto, o quasi, era fermo per il rischio contagio, i servizi essenziali svolti da La Formica sono sempre stati garantiti nella massima sicurezza. Non è passato inosservato, questo impegno, che, agli occhi della città, ha fatto accostare la figura degli operatori dell’igiene ambientale a quella straordinaria degli operatori sanitari, che davvero sono entrati nell’immaginario collettivo, come eroi di questa terribile pandemia.

E’ stato questo, il pensiero riconoscente che è arrivato in cooperativa da diversi cittadini, con biglietti lasciati sui bidoni della spazzatura e telefonate e che è stato ricordato anche da alcuni soci che hanno preso la parola durante l’ultima assemblea. Un modo per riconoscere, anche nella formalità del momento assembleare, non solo il lavoro svolto, ma la passione e la dedizione che, tanti in cooperativa, nutrono nei confronti della propria città.

“E’ importante ringraziare i lavoratori che in questo difficile momento si sono spesi per garantire la continuità dei servizi – ha sottolineato Mirca Renzetti, socia riconfermata nel ruolo di Vicepresidente anche per il prossimo triennio – La cooperativa ha affrontato la crisi con molta maturità e con molta responsabilità, perché è consapevole che svolge servizi di pubblica utilità. I lavoratori non hanno smesso di venire a lavorare e quelli che sono stati a casa in cassa integrazione, erano quasi dispiaciuti di non poter contribuire con la propria attività lavorativa. L’ufficio ha sempre funzionato in smart working e lo stesso direttore, che era fuori Italia, ha potuto lavorare anche stando a distanza.

Solo il presidente ha sempre presieduto la sede operativa e amministrativa in questa fase difficile e complessa, ed è a lui che va soprattutto il nostro ringraziamento. Questo ci ha permesso comunque non solo di dare la giusta continuità a tutti i servizi, ma anche di affrontare con serenità il momento successivo, ripartendo con molto slancio. Appena finito il lockdown, infatti ci siamo attivati per integrare, con nuove assunzioni i servizi previsti quest’estate.”

“Mi pareva doveroso comunque in questo momento – ha voluto precisare anche Sabrina Marchetti, socia riconfermata come membro del CdA – visto il trend positivo che la cooperativa registra da qualche anno, che va soprattutto ai soci, ma anche a tutti i lavoratori, il merito di fare bene questo mestiere, un lavoro che comunque, non dimentichiamo, è al servizio della città. In questo difficile momento poi, mi sembra assolutamente doveroso riconoscere l’impegno che i nostri lavoratori hanno messo in campo per far si che i tre mesi dove tutto si è fermato, andasse avanti il lavoro più umile che è quello della raccolta dei rifiuti. È importante ricordare che anche le cose più umili diventano cose importanti e sono alla base di un vivere civile, un vivere sano e un’etica che comunque contraddistingue La Formica da tanti anni.”

Ricordiamo che durante il periodo di lockdown La Formica è stata fra le prime aziende a firmare un accordo con le organizzazioni sindacali  CGIL-CISL-e UIL, per ricorrere al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) con la causale “emergenza COVID-19”, come previsto  dal   “Decreto cura Italia”. Un accordo che pone la cooperativa riminese sempre un passo avanti, quando si parla di tutela dei lavoratori e benessere personale dei dipendenti, in quanto, pur non essendo obbligata, ha anticipato l’importo della cassa integrazione per conto  dell’inps. Una scelta, che ha consentito di ridurre i tempi di pagamento della cassa integrazione,  evitando ai lavoratori sia di aspettare il pagamento  diretto  da parte  dell’NPS, che di attivarsi per ottenere  l’anticipo da parte  degli istituti  di credito.

L’accordo ha compreso anche altri aspetti importanti del rapporto: come la maturazione  completa  dei   ratei  di tredicesima, ferie, permessi, che diversamente non sarebbero maturati come dispone la legge per le sospensioni superiori a 15 giorni; e anche come l’integrazione all’indennità erogata dall’INPS, in modo tale da ridurre al minimo la differenza  tra stipendio normale e cassa integrazione. I dirigenti della cooperativa inoltre hanno ritenuto opportuno premiare anche i lavoratori che hanno continuando a lavorare durante il lockdown, un premio economico, assegnato per ogni ora di lavoro svolta a  partire dal giorno 23 marzo 2020, fino alla fine del periodo di chiusura.

Durante questa pandemia la cooperativa ha voluto lasciare il segno anche su un altro fronte, quello della ricerca, aderendo all’importante progetto nazionale intitolato “I vissuti fragili al tempo del coronavirus. Emergenza solitudine, reclusione domestica, incertezza di prospettive”, l’indagine messa a punto da Giovanni Iozzi, della Coop. Soc. Arcobaleno, con il sostegno scientifico e metodologico del Laboratorio sulle disuguaglianze dell’Università di Siena.

Un progetto di ricerca, a cui ha voluto aderire La Formica, mettendo a disposizione un suo campione di lavoratori raggiunti telefonicamente dalla psicologa aziendale, dott.ssa Giulia Bertozzi, finalizzato a raccogliere elementi di carattere conoscitivo utili per questa particolare indagine sociologica. Preoccupazioni, paure, atteggiamenti, scoperte, positive o negative, riferite ai “vissuti al tempo del coronavirus” dei lavoratori più fragili delle cooperative sociali di inserimento lavorativo, che hanno dato la loro disponibilità anonima al progetto. Un cambiamento improvviso e radicale delle abitudini e degli stili di vita degli italiani, causato dall’emanazione del decreto #IoRestoaCasa, in materia di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale, che ha prodotto una drastica riduzione di ogni forma di lavoro e socialità. Il risultato dell’indagine è al vaglio dei ricercatori dell’Università di Siena e sarà pronto fra qualche settimana.

Emiliano Violante

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