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Il celebre affresco del trecento

Il "Giudizio Universale" torna all'Arengo

In foto: il Part
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 27 lug 2020 15:04
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A distanza di 29 anni il “Giudizio Universale” il capolavoro trecentesco attribuito a Giovanni da Rimini torna al Palazzo dell’Arengo di piazza Cavour. L’affresco, di proprietà della Diocesi di Rimini,  è stato collocato nello spazio centrale del PART, il nuovo Museo di Arte moderna e contemporanea, nato dalla collaborazione tra Comune di Rimini e Fondazione San Patrignano, che aprirà a breve. Dal 1991 alcune sue parti si trovavano su una parete dell’omonima sala al primo piano del Museo della Città, sede di incontri e conferenze.

Dal Part si scorge la chiesa di Sant’Agostino dove fu ritrovato dopo il terremoto del 1916, quando le scosse lo fecero riaffiorare sotto gli intonaci. Gaetano Nave ne curò il distacco, il restauro e la collocazione nella Sala dell’Arengo (1926). Nel 1991 alcune sue parti furono collocate al Museo della Città. Il Giudizio risale ai primi decenni del XIV secolo ed è attribuito a Giovanni da Rimini, uno dei pittori della scuola riminese espressione della vitalità culturale cittadina ispirata dalla famiglia dei Malatesta.

Il timpano del Giudizio universale è collocato per 18 mesi nella sala dell’Arengo, con l’idea di far dialogare l’antico con l’arte contemporanea del nuovo museo. Questo per l’accordo sottoscritto tra Comune e Diocesi.

Con questa collocazione – spiega il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – riportiamo il Trecento nella casa del Trecento. E’ l’avvio del grande progetto di valorizzazione del Trecento riminese e, più in generale, un altro tassello strategico di quel grande polo culturale nazionale che sta nascendo in questo quadrante di città, recuperando alle loro originarie funzioni e splendore anche due palazzi come Arengo e Podestà, in precedenza scarsamente utilizzati”.

Al Part troverà spazio una importante collezione d’arte contemporanea, con opere di Mario Airò, Vanessa Beecroft, Domenico Bianchi, Alessandro Busci, Maurizio Cannavacciuolo, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Flavio Favelli, Giuseppe Gallo, Alberto Garutti, Shilpa Gupta, Emilio Isgrò, Agnes Martin, Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Pei-Ming, Tullio Pericoli, Diego Perrone, Luca Pignatelli, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Ettore Spalletti, Velasco Vitali, Silvio Wolf, Jean Paul Riopelle, Pietro Ruffo, Mario Schifano, Elisa Sighicelli, Francesco Vezzoli, Xiaongang Zhang e molti altri.
 Oltre alla collezione permanente è previsto anche uno spazio dedicato a esposizioni temporanee

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