Indietro
menu
Covid, tra salute e crisi

Speranza: virus circola, serve prudenza. Istat: industria a picco, auto -100%

In foto: il ministro Speranza
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 11 giu 2020 12:05
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

La situazione è incoraggiante ma l’epidemia non va sottovalutata perché solo col vaccino si sarà definitivamente sicuri. Questa la sintesi dell’intervento alla Camera del ministro per la salute Roberto Speranza chiamato a comunicare le prossime misure del governo per contrastare il coronavirus. “Aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a zero, diminuiscono i deceduti. L’indice Rt è in tutta Italia sotto 1 – ha detto –. Sono dati incoraggianti che però rappresentano solo una parte della realtà. Le analisi rilevano indicazioni precise che non dobbiamo sottovalutare. L’epidemia non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione e il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare“. Speranza ha spiegato la necessità di tenere alto il numero dei tamponi e di non esitare se saranno necessari nuovi provvedimenti rigorosi. “Siamo sulla strada giusta – ha detto ancora il ministro – ma il nemico non è vinto. Perché ‘convivendo’ con il Covid, in una situazione in cui aumentano le attività e si liberalizzano gli spostamenti, ne deriva inevitabilmente il moltiplicarsi delle probabilità di incontrare il virus“. Da qui il richiamo al rispetto del distanziamento, all’utilizzo delle mascherine, all’evitare assembramenti e, ovviamente, al restare a casa ed avvisare il medico ai primi sintomi. “La prudenza resta, per me, la regola fondamentale perché non saremo definitivamente ‘sicuri’ senza il vaccino che è lo strumento principe per sconfiggere definitivamente questa pandemia” ha concluso.

Intanto proprio oggi l’Istat ha diffuso dati preoccupanti sulla produzione industriale: in aprile si è registrata una caduta del 19,1% su marzo mentre quella su base annua arriva al 42,5%. Nel confronto con lo scorso anno nessun settore riesce a registrare segno più mentre “mese su mese” solo la farmaceutica segna un lieve rialzo. Pagano un forte dazio in aprile le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori e quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto con riduzioni della produzione rispettivamente pari all’80,5% e al 74,%. Fermo totale in aprile per gli autoveicoli con un secco -100%. che su base annuale risale ad un non tanto incoraggiante -98,4%.

Notizie correlate
di Redazione   
di Redazione   
VIDEO