Indietro
menu
Eredità pesante

Carlo Rufo Spina e i fallimenti di Gnassi: il lungomare sarà un macigno sul futuro

In foto: Carlo Rufo Spina
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 6 giu 2020 11:02
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Acquarena, Tecnopolo, Aeroporto, questura, campi nomadi, anfiteatro, colonie, rotonde sulla statale 16, circonvallazione di Santa Giustina. Li elenca tutti il consigliere di Forza Italia Carlo Rufo Spina quelli che ritiene i fallimenti delle amministrazioni Gnassi. Si sofferma però, in una lunga nota, su quello che ritiene il fallimento più grave, la riqualificazione del Lungomare sud (il cosiddetto Parco del Mare). Secondo l’esponente di Forza Italia proprio quest’opera (ancora in corso) rappresenterà “un vero macigno ai danni della città, lasciando una eredità pesante e difficilmente gestibile“. Spina cita anche il progetto di trasformare in parcheggio la rotonda del Grand Hotel definendola “una colata di cemento“. “Il tempo di fare opposizione è finito – conclude –. Non ha più senso fare battaglie in consiglio per opporci a scelte scellerate che vengono comunque con dolosa cocciutaggine portate avanti“. A Rimini, che nella tarda primavera del prossimo andrà alle urne per scegliere il successore di Andrea Gnassi, la campagna elettorale è di fatto già iniziata.

L’intervento di Carlo Rufo Spina, Forza Italia

Le amministrazioni Gnassi hanno fallito sotto molti aspetti (Acquarena, Tecnopolo, Aeroporto, questura, campi nomadi, anfiteatro, colonie, rotonde statale 16, circonvallazione Santa Giustina e in generale la viabilità), ma dove il fallimento raggiunge l’apice e diventa un vero macigno ai danni della città, lasciando una eredità pesante e difficilmente gestibile è senza dubbio il Lungomare sud dal porto fino al lungomare Di Vittorio (bagno 100) e poi ancora il breve tratto delle Colonie fino al confine con Riccione.
Eppure Rimini ha qualche credito dal turismo balneare, press’ a poco quelle 8 milioni di presenze che anche durante la gestione Gnassi e in questo travagliato 2020 abbiamo affrontato senza una vera cartolina, fermi al palo, mentre venivamo superati nel mondo, in Europa e in Italia da realtà più dinamiche e capaci.
I fallimenti di questa gestione sono sotto gli occhi di tutti: triangolone abbandonato, locali chiusi o demoliti, ex delfinario abbandonato e in cerca di un futuro, imprenditori non coinvolti e anzi bistrattati, le associazioni nautiche e sportive considerate irrilevanti, parco del mare fallito, un moderno piano spiaggia (di cui si avrebbe disperato bisogno) non pervenuto (così ci teniamo ancora le cabine in cemento armato), piazzale Fellini rimasto una colata di cemento brutalista, il teatro Novelli abbandonato, viabilità su viale Vespucci e delle Regine meglio stenderci un velo pietoso, PSBO non ancora operante, tubo sottomarino ancora in costruzione (sono quasi 2 anni), lungomare Tintori chiuso in piena stagione estiva, l’inutile e orribile collinetta pedonalizzata (da cui si dovrebbe ammirare il mare) che rende i marciapiedi laterali degli antiestetici avvallamenti cittadini, ancora un cantiere: il lungomare più assurdo del mondo, i parcheggi in compenso tutti spariti, i parcheggi interrati annunciati e mai fatti, il parcheggio interrato di piazzale fellini rinviato, di anno in anno, alle calende greche, ora siamo al 2021 ma potrebbe essere 2031 o 2131, non c’è neanche uno studio di fattibilità o un progetto esecutivo, parliamo del nulla, di fuffa, ma nel contempo Gnassi ha fatto le inaugurazioni, le solite inaugurazioni gnassiane dove tutto è apparenza e propaganda ma niente è sostanza.
Deve avere pensato il Sig. Sindaco che dato che aveva passato 7 anni ad inaugurare opere non da lui deliberate e finanziate, fosse il caso di iniziare ad inaugurare opere proprie.
Giustamente, di fronte al fallimento della concretezza ha pensato bene di inaugurare opere proprie non ancora terminate, anzi, appena iniziate e che creeranno un danno immenso alla Rimini di domani.
Cosa gli importa tanto? Lui è a fine mandato.
Così ha inteso dare il contentino. Essendosi anche lui reso conto che in effetti i parcheggi sono spariti e che a queste condizioni verranno meno turisti (moltissimi hanno disdetto gli abbonamenti stagionali in spiaggia), il colpo di genio (con l’immancabile delibera di giunta creativa): trasformare in parcheggio la rotonda del Grand Hotel, grazie alla solita colata di cemento che, in fondo, per la sinistra non fa mai male perchè è pur sempre arredo urbano. Posti preventivati? Mille? Cinquecento? 300? No. 230 posti auto e 350 motocicli, che in fondo è l’ennesima bufala gnassiana perchè nella rotonda in questione non c’è spazio neanche per 230 modellini di automobili (considerando le corsie di ingresso e uscita) figurarsi l’aggiunta di 350 ciclomotori.
Insomma maldestri e brutti tentativi per cercare di rattoppare un fallimento generale ed una incapacità organizzativa dei cantieri che, purtroppo, quest’anno farà registrare un fallimento turistico senza precedenti che si sommerà ai problemi collegati alla nota epidemia.
In tutto questo Destinazione Romagna irrilevante e inesistente, salvo che negli stipendi, ovviamente.

Il tempo di fare opposizione è finito!
Non ha più senso fare battaglie in consiglio per opporci a scelte scellerate che vengono comunque con dolosa cocciutaggine portate avanti.
Sono maturi ormai i tempi per dare l’avviso di sfratto alle amministrazioni Pd e aprire una fase nuova per Rimini in grado di portare una visione diversa, più dinamica e complessivamente evoluta della città, che abbia alla base l’ascolto di operatori economici, e cittadini, lasciandoci alle spalle il periodo delle scelte calate e dirette dall’alto che portano al caos e a clamorosi fallimenti.