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arrestato datore di lavoro

Molestie sessuali alle commesse: "Se vuoi che ti rinnovi il contratto, vieni in bagno con me"

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 15 mag 2020 13:19 ~ ultimo agg. 16 mag 10:23
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Le avrebbe molestate sessualmente durante l’orario di lavoro, inducendole a mettersi in malattia fino alla scadenza del contratto o addirittura a licenziarsi. E’ l’incubo vissuto per mesi da tre giovani commesse che lavoravano in un negozio di abbigliamento all’interno di un centro commerciale di Rimini. Il responsabile del punto vendita, un 52enne campano residente nel Riminese, è finito agli arresti domiciliari con le accuse di violenza sessuale e lesioni, al termine di un’accurata indagine della Squadra mobile di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani.

Battute e allusioni a sfondo sessuale continue, pacche sul sedere e palpeggiamenti improvvisi, “agguati” in bagno e nei camerini, esplicite proposte sessuali, come quella avanzata ad una delle tre commesse: “Se vuoi che ti rinnovi il contratto vieni in bagno con me, io faccio un favore a te e tu ne fai uno a me”. Loro hanno sopportato finché hanno potuto, rifiutando sempre in maniera decisa ogni avances. Alla fine però, hanno deciso di recarsi in questura per denunciarlo. Quei comportamenti, infatti, non dovevano restare impuniti, perché quello che era accaduto a loro sarebbe potuto capitare anche ad altre ragazze. E per tutelarsi ulteriormente si sono rivolte all’avvocato Stefano Caroli.

Molteplici gli episodi di violenza, fisica e verbale, raccontati con dovizia di particolari dalle tre 20enni. Il Gip Vinicio Cantarini nell’ordinanza di custodia cautelare descrive il datore di lavoro come un “vero predatore sessuale” che “approfittando della propria posizione di superiorità gerarchico-lavorativa, ha costretto in modo reiterato ed abituale le dipendenti a subire le violenze sessuali, sicuro di restare impunito, appunto, a motivo della propria posizione lavorativa”.

Il 52enne, infatti, non si faceva scrupoli a toccare le commesse alle spalle, a sussurrare loro frasi sconce o addirittura ad invitarle ad andare a letto con lui (“Fai sesso con me, non sai cosa ti perdi…”). Davanti ai rifiuti categorici delle ragazze, l’uomo in un’occasione è passato persino dalle minacce ai fatti. Nel febbraio scorso, mentre stava aprendo alcuni scatoloni in negozio con un coltello da cucina si sarebbe avvicinato ad una delle commesse e, fissandola in silenzio, avrebbe iniziato ad agitare la lama verso di lei. La commessa a quel punto l’aveva invitato ad abbassare il coltello, ma il responsabile con tono strafottente aveva replicato: “Se no cosa fai?”, per poi colpirla con un pugno allo sterno. La ragazza sul momento era rimasta impietrita dalla paura. Poi, finito il turno di lavoro, si era recata al pronto soccorso dato il perdurante fastidio al torace. I medici avevano riscontrato un trauma sternale, con conseguente prognosi di 7 giorni. Un’altra commessa, invece, a seguito delle reiterate molestie aveva iniziato a soffrire di crisi d’ansia.

Il quadro accusatorio delineato dal sostituto procuratore Davide Ercolani è stato condiviso dal Gip, che ha emesso l’ordinanza cautelare nella quale parla di “un contesto lavorativo reso insopportabile ed intollerabile dagli abusi sessuali, verbali e fisici, commessi dall’indagato”. Il 52enne, assistito dall’avvocato Massimiliano Orrù, nei prossimi giorni potrà fornire la sua versione dei fatti.

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