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I vissuti fragili al tempo del coronavirus

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 4 mag 2020 10:14 ~ ultimo agg. 13 mag 18:17
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I vissuti fragili al tempo del coronavirus”: la Formica aderisce al progetto di ricerca nazionale promosso dall’Università di Siena e dalla “Rete 14 Luglio”, per misurare la solitudine e l’incertezza dovute dalla reclusione domestica per le persone più in difficoltà

Arriva anche a Rimini il progetto nazionale di ricerca intitolato “I vissuti fragili al tempo del coronavirus. Emergenza solitudine, reclusione domestica, incertezza di prospettive”, l’indagine messa a punto da Giovanni Iozzi, della Coop. Soc. Arcobaleno, con il sostegno scientifico e metodologico del Laboratorio sulle disuguaglianze dell’Università di Siena.

Il progetto di ricerca, a cui ha voluto aderire anche La Formica, è finalizzato a raccogliere elementi di carattere conoscitivo utili per un’indagine sociologica su preoccupazioni, paure, atteggiamenti, scoperte, positive o negative, riferite ai “vissuti al tempo del coronavirus” dei lavoratori più fragili delle cooperative sociali di inserimento lavorativo, che hanno dato la loro disponibilità anonima al progetto.

L’emanazione del decreto #IoRestoaCasa da parte del Consiglio dei Ministri del 9 marzo scorso, in materia di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale, ha richiesto un cambiamento improvviso e radicale delle abitudini e degli stili di vita degli italiani, producendo una drastica riduzione di ogni forma di lavoro e socialità.

L’indagine ha cui ha aderito oltre la metà delle realtà sociali legate alla “Rete 14 Luglio, ha lo scopo di analizzare gli atteggiamenti e i comportamenti dei lavoratori più fragili, che probabilmente possiedono minori strumenti per affrontare il “distanziamento sociale”.

Stiamo parlando di un campione che per la cooperativa riminese è stato di 22 persone, che rappresentano solo una parte dei lavoratori assunti con contratti che rientrano nella categoria della Legge 381. Operai, soci e non soci della cooperativa, particolarmente a rischio a causa delle loro condizioni di salute, che in questo particolare periodo di emergenza sanitaria, sono rimasti a casa dal lavoro per diversi motivi precauzionali, come prevedono le disposizioni ministeriali finalizzate a limitare il contagio e il diffondersi della pandemia. Il campione poi si estende a livello nazionale, coinvolgendo altre realtà sociali, sia della Rete 14 Luglio, che della regione Toscana, vicine al mondo dell’Università di Siena.

Coordinato da un equipe formata dai professori: Fabio Berti, Andrea Valzania e Andrea Bilotti, appartenenti al gruppo di ricerca del Laboratorio sulle Disuguaglianze dell’Università di Siena e dal cooperatore Giovanni Iozzi, il lavoro è partito nei primi giorni del mese di aprile e si propone, entro la fine del mese di raccogliere tutti i dati necessari, per passare poi alla successiva fase di elaborazione che si svilupperà nel mese di maggio.

Per la modalità di raccolta dati è stato scelto un questionario, compilato on line, tramite un link messo a disposizione dall’Università di Siena. Le domande, strutturate in due parti, quella anagrafica, e quella che invece, contiene le sedici domande che sono il cuore dell’indagine, sono state fatte per la Formica dalla Dott.ssa Giulia Bertozzi, che si è occupata della raccolta dei dati, telefonando e intervistando 22 lavoratori della cooperativa rimasti a casa.

Una modalità non invasiva a cui gli operatori della cooperativa erano già abituati perché, ancora prima che partisse questo progetto, la psicologa della cooperativa si era attivata per contattarli e chiedere come stava andando il periodo di permanenza a casa, facendo sentire la vicinanza della cooperativa, anche solo con un saluto o un semplice scambio di informazioni. Dalle telefonate, che hanno consentito la raccolta dei dati, si cercherà di registrare quali siano state le inevitabili conseguenze di questa pandemia, per poi provare a costruire possibili scenari correttivi, al fine di continuare a supportare, meglio possibile, i lavoratori più fragili delle cooperative sociali.

“E’ un progetto interessante – sottolinea la dott.ssa Giulia Bertozzi, addetta agli inserimenti Lavorativi della cooperativa – che permette non solo di ottenere una moltitudine di dati, essendo tante le cooperative sul territorio nazionale che hanno aderito al progetto, ma anche di esprimere la nostra vicinanza ai lavoratori in un momento così difficile.

Questa opportunità ci ha permesso sia di valorizzare il ruolo sociale a cui siamo particolarmente legati, sia ci aiuta ad essere parte di un sistema più ampio, offrendoci uno spazio di crescita, grazie al confronto con altre realtà.

Dai risultati – conclude la Psicologa – potremo avere uno sguardo ampio sulle difficoltà che hanno contraddistinto i partecipanti al progetto, difficoltà nelle quali noi stessi potremmo rivederci, dato che il periodo di emergenza ha riguardato, anche se in modo diversi, tutti noi.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i nostri lavoratori, i quali, come sempre, si sono resi disponibili e collaborativi, alcuni anche grati, per questa iniziativa’’.

Il territorio preso in esame è vasto e si estende a diverse regioni italiane, le altre realtà sociali della “Rete 14 Luglio”, che hanno aderito all’indagine sono: Il Poliedro (PG ) ; Città Solare (PD); Cigno Verde (PR); Cauto (BS); Agridea (TO); Arcobaleno (TO);Insieme (VC) ;Frassati (TO); Servizio e Territorio (Siena) ; La città Verde (BO).

Emiliano Violante

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