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Scelta penalizzante

Confesercenti: perplessi e delusi su proroga restrizioni a Rimini

In foto: il presidente Vagnini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 11 apr 2020 16:17
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Perplessi e delusi dalla richiesta dei sindaci di prorogare le misure più restrittive per la provincia di Rimini. Questa la reazione della Confesercenti alla decisione condivisa all’unanimità dagli enti locali del territorio. “La scelta di reiterare le restrizioni, su cui peraltro la nostra associazione non è stata ufficialmente interpellata – dice Fabrizio Vagnini, presidente provinciale Confesercenti –, penalizza gli operatori economici del territorio.” Secondo Vagnini si sarebbe potuta introdurre la possibilità dell’asporto per i ristoranti, le pasticcerie e le piadinerie o la consegna a domicilio da parte dei ristoranti di spiaggia. Il presidente dice anche di non comprendere perché i titolari delle concessioni in spiaggia non possano accedere alla loro concessione.

La possibilità di aprire alcune attività – conclude – avrebbe non solo dato il senso di un inizio di ritorno alla normalità, ma avrebbe soprattutto dato un po’ di ossigeno ai nostri operatori in così grave difficoltà“.

La nota del presidente provinciale Confesercenti

“La richiesta alla Regione da parte dei sindaci, del Presidente e del Prefetto della provincia di Rimini, di reiterare tutte le misure restrittive previste dal decreto Speranza-Bonaccini ci lascia perplessi e delusi. Siamo stati d’accordo sulle restrizioni al momento della loro introduzione, e ne registriamo i risultati positivi: nel territorio riminese la crescita di positivi al Covid-19 è stata inferiore al dato regionale e a quello nazionale.

Anche alla luce di questo speravamo quantomeno di poter rientrare nelle norme dell’ultimo decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, ed essere così assimilati al resto della Romagna. La possibilità di aprire alcune attività, come previsto dal decreto, avrebbe non solo dato il senso di un inizio di ritorno alla normalità, ma avrebbe soprattutto dato un po’ di ossigeno ai nostri operatori in così grave difficoltà.

La scelta di reiterare le restrizioni, su cui peraltro la nostra associazione non è stata ufficialmente interpellata, penalizza gli operatori economici del territorio. Ci saremmo piuttosto aspettati una road map per capire in che modo e quali attività potranno iniziare a ripartire quando sarà il momento. Si sarebbe già potuta introdurre la possibilità dell’asporto per i ristoranti, le pasticcerie, le piadinerie (attività che non comprendiamo perché debbano restare chiuse al contrario dei forni), nel rispetto delle norme a cui sottostanno i negozi di generi alimentari. Oppure potrebbe essere resa possibile la consegna a domicilio da parte dei ristoranti di spiaggia, che sono pubblici esercizi al pari degli altri. O ancora, non comprendiamo perché i titolari delle concessioni in spiaggia non possano accedere alla loro concessione. Chiediamo inoltre la riapertura dei mercati alimentari, dove gli ambulanti potrebbero fra l’altro accettare i buoni spesa distribuiti dai Comuni.

Siamo consapevoli che da questa situazione usciremo tutti insieme, ma la realtà è che la provincia di Rimini è una “zona rossa mascherata” senza poter avere i benefici economici e fiscali delle zone rosse vere e proprie”.