Indietro
menu
In Consiglio d'Ambito

Atersir: copertura Tari di utenze ferme in Regione stimata in 100 milioni

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 29 apr 2020 10:30 ~ ultimo agg. 10:42
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Il Consiglio d’Ambito ATERSIR (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi e i Rifiuti) ha approvato un documento di azioni con proposte a Governo, Regione Emilia-Romagna e ARERA. Per il Piano Economico Finanziario 2020 del Servizio Gestione Rifiuti, alla luce dell’emergenza COVID-19 si ipotizzano 100 milioni le risorse necessarie per la riduzione della TARI per imprese e utenze chiuse.

L’attuale situazione, ricorda Atersir, ha inevitabilmente impattato su tutto il contesto: utenze non domestiche, divenute non operative per gli effetti dei provvedimenti (in particolare attività ricettive, turistiche, di ristorazione e operatori sportivi, che in questo periodo hanno anche azzerato la produzione di rifiuti); famiglie in difficoltà economiche; Comuni per la mancata/difficile riscossione del tributo TARI e le possibili ripercussioni di bilancio; gestori del servizio per la difficoltà ad ottenere i pagamenti in relazione al quadro sopra delineato, anche a tutela delle imprese subappaltatrici.
Il tema è stato discusso lunedì, assieme all’Assessore Irene Priolo che ha preso parte al Consiglio d’Ambito di ATERSIR, condividendo la necessità di mettere in campo misure sinergiche per contenere il Piano Economico Finanziario dei rifiuti, e con esso le TARI, tutelando la filiera delle imprese che operano nell’ambito della gestione dei rifiuti.
“Col documento approvato ci rendiamo parte attiva e interlocutore regionale e nazionale per poter tutelare comuni, imprese, cittadini e l’intera filiera regionale dei rifiuti. – dichiara il Consiglio d’Ambito – Da una prima valutazione, l’attuale situazione di lockdown potrebbe portare a una riduzione del gettito TARI non inferiore ai 100 milioni di euro su base regionale, seppure tale valore verrà precisato nelle prossime settimane in funzione dei dettagli delle riaperture delle attività e dell’evoluzione dei servizi. A tal proposito abbiamo definito un insieme di misure cui chiediamo di far fronte”.

Le principali proposte sottoscritte dal Consiglio ATERSIR:
Riconoscimento da provvedimenti nazionali del valore mancante al settore rispetto a un’annualità standard (tutto o in buona parte, dati i 100 milioni di euro stimati per tutta la regione): questa soluzione consentirebbe di azzerare gli effetti legati al potenziale mancato pagamento della TARI da parte delle imprese ed attività chiuse per un periodo variabile dai 3 ai 6 mesi in funzione della specifica tipologia di attività. In seconda istanza si richiede un provvedimento (attraverso i Piani Economico Finanziari, PEF) per l’anno 2020 che tengano in considerazione la situazione emergenziale contingente e siano pertanto riequilibrati per tutti i Comuni, coerenti con le riduzioni della produzione dei rifiuti e della mutata frequenza o sospensione di alcuni servizi. Tale intendimento dovrebbe ad oggi essere avvallato da un provvedimento di carattere nazionale, che ne preveda espressamente la possibilità.

Il Consiglio d’Ambito dell’Agenzia dei comuni in accordo con la Regione Emilia-Romagna ha inoltre identificato proprie leve che, pur garantendo un impatto modesto rispetto alla dimensione del problema, possano contribuire in modo strutturato al tema. In particolare si propone di sospendere per quest’anno il prelievo delle quote dalla tariffa da parte dei Comuni (secondo la legge regionale 16 del 2015, la prima legge in Italia che si occupa di economia circolare) e di utilizzare le risorse già previste – si tratta di circa 11 milioni di euro – per contribuire a ridurre i costi delle tariffe, attraverso quote ai comuni virtuosi da un lato o risorse dedicate a un fondo Covid per tutti gli altri comuni.

Infine, la gestione dei rifiuti nella fase di emergenza ha anche comportato dei costi aggiuntivi per le sanificazioni stradali e di mezzi o cassonetti, per le raccolte dedicate a cittadini contagiati o in quarantena, prevedendo anche l’introduzione di servizi “al piano”. Al fine di non imputare questi costi nelle voci della TARI, si è deliberato l’utilizzo di avanzo di Bilancio di Atersir, in caso non sia concesso rimborso da parte dell’Agenzia di Protezione Civile al Dipartimento nazionale, con il quale sono ad oggi in corso trattative.

In sintesi, le proposte e richieste da parte del Consiglio d’Ambito Atersir, ritenute necessarie per dare una risposta omogenea al tema TARI a tutti i comuni della Regione Emilia-Romagna:
Al Governo, di rendere disponibili risorse per consentire ai comuni di definire adeguate riduzioni tariffario;
Al Governo, di garantire adeguata liquidità ai comuni e gestori con prestiti garantiti dallo stato in continuità con il Dl imprese;
Alla Regione, di procedere a modifiche del Fondo Incentivante L.16/2015, utilizzando le risorse già in disponibilità per istituire un Fondo Regionale COVID-19;
Ad ARERA, di procedere speditamente definendo i criteri per la definizione di un PEF “riequilibrato” rispetto all’emergenza COVID-19;
Ad ARERA, di procedere alla definizione delle modalità di riconoscimento ai Gestori dei meri costi finanziari dovuti alle dilazioni di pagamento definite dai Comuni;
Al Governo, in caso d’inerzia di ARERA, di rimandare al 2021 l’attuazione del nuovo metodo liquidità per le altre imprese.

Il Consiglio d’Ambito ATERSIR è presieduto da Francesca Lucchi, Assessora alla Sostenibilità ambientale del Comune di Cesena e composto da:
Elena Baio, Vice Sindaco Comune di Piacenza; Marco Trevisan, Consigliere delegato Comune di Salsomaggiore Terme; Carlotta Bonvicini, Assessora del Comune di Reggio Emilia; Maria Costi, Sindaco Comune di Formigine; Claudia Muzic, Sindaco Comune di Argelato; Alan Fabbri, Sindaco Comune di Ferrara; Paola Pula, Sindaco Comune di Conselice; Gianluca Brasini, Assessore del Comune di Rimini.