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Settimane che sembrano mesi

Le immagini di un mese di emergenza

In foto: due volontari che consegnano spese
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
dom 29 mar 2020 13:09 ~ ultimo agg. 30 mar 15:11
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Dieci immagini per raccontare, in modo ovviamente non esaustivo vista la complessità e l’eccezionalità dell’evento, il primo mese di emergenza del coronavirus nel territorio riminese.

LA MOVIDA SBAGLIATA

Le scuole sono già chiuse da una settimana e che l’Italia non sia immune dal rischio coronavirus è noto da tempo, ma non abbastanza da convincere molti riminesi a rinunciare al tepore primaverile del fine settimana dell’8 marzo. Le immagini di movide fuori luogo, a Rimini come in altre parti d’italia, fanno il giro d’Europa e spingeranno nel giro di breve ad adottare subito limitazioni più restrittive.

LE CONTROMISURE

Nel giro di pochi giorni, arrivano decreti e ordinanze che fermano molte attività e limitano gli spostamenti a strette motivazioni di lavoro e necessità. In un rincorrersi di normative non sempre di immediata comprensione, i cittadini sono chiamati ad autocertificare i loro spostamenti (e a stampare relativi moduli). Le forze dell’ordine si attrezzano per controllare strade, parchi e spiagge. Arrivano anche i droni.

LA PRIMA LINEA IN CORSIA

 

Medici, infermieri e operatori della sanità sono la prima linea dell’emergenza coronavirus. Senza badare a orari e a rischio della propria salute, con dotazioni di sicurezza che faticano ad arrivare in maniera adeguata, conducono nelle corsie degli ospedali un’estenuante battaglia che col passare dei giorni diventa sempre più difficile e preoccupante. A sostegno del sistema sanitario parte anche una corsa alla solidarietà che frutta decine di migliaia di euro in pochi giorni.

I PROTAGONISTI NEL QUOTIDIANO

due volontari che consegnano spese

Accanto al fronte dei lavoratori della sanità, si crea una rete di associazioni, volontari ed enti che si occupano di portare cibo e generi di prima necessità in particolare a chi non è autosufficiente o è in difficoltà. E diventano importanti protagoniste dell’emergenza anche categorie che normalmente non fanno notizia, come i dipendenti dei supermercati e gli addetti delle consegne a domicilio.

RIMINI FANTASMA

Quando arriva il buio le città offrono scenari surreali, tra strade deserte e silenzi interrotti solo dagli altoparlanti che invitano a restare a casa. Un video di Claudio Lucchini e Manuel Migliorini racconta dall’alto la Rimini deserta. Il sindaco Gnassi racconta di avere pianto vedendolo.

LA PREGHIERA CHE CAMBIA

il vescovo in preghiera

Anche la Chiesa si adegua all’emergenza. Non sono più consentite le celebrazioni con la presenza di fedeli, la Messa domenicale del vescovo viene trasmessa sui canali del gruppo Icaro. E’ sospesa anche la celebrazione dei funerali, per chi si spegne solo brevi esequie in forma strettamente privata. Il 27 marzo monsignor Lambiasi prega davanti al cimitero monumentale.

#IORESTOACASA MA ANCHE A SCUOLA

Per cercare di salvare il salvabile di un anno scolastico che non si sa se e come potrà proseguire, scuole e insegnanti si attrezzano per fare lezione a distanza coi loro ragazzi. Dopo qualche iniziale e comprensibile difficoltà, anche Rimini entra nella dimensione della didattica online.

PERSONAGGIO SUO MALGRADO

Terminato il suo mandato, l’ex assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi era pronto a tornare alle sue cose. E invece nel giro di pochi giorni si trova a dover gestire, come Commissario per l’Emergenza, una situazione complessa e delicata. Nelle sue dirette Facebook pomeridiane fa il punto della situazione senza nasconderne la drammaticità ma con pacatezza e, comunque, positività. La storia del colibrì che fa la sua piccola parte per spegnere l’incendio della foresta conquista anche i bambini.

LA QUERELLE SULLA PASSEGGIATINA

Da una parte importante strumento di comunicazione in un momento in cui non si può uscire, i social network diventano però anche facile occasione di aspri dibattiti. Quello sulla “passeggiatina” tiene banco per diversi giorni. I runner si trovano il dito puntato addosso, i possessori di cani si chiedono come comportarsi. A fare chiarezza ci provano nuove ordinanze: stop alle attività sportive all’aperto, col cane si può uscire ma solo sotto casa.

IL MESE PIU’ LUNGO

Settimane che sono sembrate mesi. E ormai nessuno lo nasconde: ci vorrà ancora tanta fatica, pazienza e responsabilità per arrivare al momento in cui, finalmente, si potrà ripartire.