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nel riminese

DPCM e Ordinanza Regione. Prefetto: vale il più stringente

In foto: video conferenza stampa con il Prefetto
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 22 mar 2020 17:57 ~ ultimo agg. 23 mar 12:35
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Si è ancora in attesa delle FAQ dalla Regione che offriranno chiarimenti applicativi all’ordinanza firmata dal presidente Bonaccini. Ordinanza che deve anche confrontarsi con il DPCM annunciato dal premier Conte, ma per il nostro territorio dovrebbero valere le misure più stringenti“. Ad affermarlo in una conferenza stampa via telematica il Prefetto di Rimini Alessandra Camporota. In ascolto, in questa modalità nuova, i giornalisti di tutte le testate locali, desiderosi di comprendere e dare informazioni utili ai cittadini. “Le FAQ deve pubblicarle la Regione, si tratta di un lavoro molto complesso

Questa provincia – ha dichiarato il Prefetto – ha mostrato un grande senso di responsabilità. Ci siamo arrivati forse con un po’ di fatica, ma una volta che questo territorio comprende la situazione può diventare pioniere anche rispetto ad altri”.

Il Prefetto non nasconde che il momento è drammatico. I dati di ieri mostrano terapie intensive degli ospedali di Rimini e Riccione a livelli preoccupanti di riempimento. All’Infermi a fronte di 39 posti disponibili gli occupati sono 34, e di questi 30 per pazienti covid. Al Ceccarini i posti sono 10, gli occupati cinque. “Se non ci sono le condizioni per contenere il contagio – ha detto la Camporota – si rischia di andare oltre le possibilità numeriche dei nostri ospedali, anche se sappiamo che l’azienda sanitaria sta facendo di tutto per allestire nuovi posti per ricoveri“.

Sul fronte dei controlli sembra che le persone gradualmente si stiano abituando ai divieti: “Siamo passati dalle cento denunce quotidiane dei primi giorni, alle 44 di ieri“. Sono circa 600 i controlli giornalieri sulle persone, 400-500 sulle attività commerciali. “Se le attività rispettano in gran parte l’ordinanza di chiusura, c’è invece ancora chi si muove in strada senza motivazione“. Sul campo tra forze dell’ordine e polizie locali sono 300 gli uomini e le donne in campo, oggi dotati di dispositivi di sicurezza “per il momento adeguati“. “Tra loro – aggiunge il prefetto – ci sono anche alcune persone in quarantena e alcuni contagiati, ma per fortuna al momento sono numeri contenuti“.

Sui tempi dell’ordinanza, arrivata dopo tre giorni dal primo annuncio il prefetto spiega: “non si sono persi tre giorni, spero anche che si siano guadagnati. Ci abbiamo messo un tempo ragionevolmente breve“. Ci sono poi alcuni sindaci che nel loro ruolo di autorità sanitaria hanno preso anche provvedimenti propri per i loro comuni: “la maggior parte li hanno condivisi con la Prefettura, anche se in alcuni casi avrei voluto si fosse andati avanti in modo più coeso“.

Il Prefetto invita tutti, ancora una volta, al grande senso di responsabilità, in una situazione drammatico. “Dobbiamo affrontarla tutti insieme. Non ho ricette, se non la ricetta dello strenuo impegno quotidiano

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