lunedì 24 febbraio 2020
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Il racconto del pestaggio

Aggressione omofoba in discoteca, la vittima: "non vivo più la vita di prima"

In foto: la conferenza stampa di oggi
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 14 feb 2020 16:40 ~ ultimo agg. 15 feb 14:45
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Ha voluto raccontare alla stampa quello che gli è successo due settimane fa all’NRG di Cesenatico, chiedendo di non essere ripreso in volto e che non sia diffuso il suo nome reale. Perché, spiega, oggi ha paura e non riesce più a vivere la sua condizione alla luce del sole come faceva prima di quello che, secondo la denuncia, è stato un vero e proprio pestaggio omofobo. Tanto che il suo legale, l’avvocato riminese Christian Guidi, nella denuncia ha citato l’ipotesi di reato di lesioni personali aggravate dall’odio razziale, proprio per la natura discriminatoria dell’aggressione.

Il giovane, un 29enne della provincia di Rimini, aveva raggiunto la discoteca per festeggiare il suo compleanno nella serata “Tunga”, tradizionalmente dedicata in particolare al pubblico LGBT. A un certo punto però, racconta, a pochi passi dalla pista è stato accerchiato da un gruppo di sette ragazzi, tra cui una ragazza, che prima lo hanno insultato per la sua omosessualità poi sono passati alle vie di fatto colpendolo a pugni. Una ragazza, che non conosceva, è riuscita a trascinarlo via dal pestaggio. I buttafuori lo hanno portato all’esterno per poi riaccompagnarlo dentro per indicare i suoi aggressori. Nel frattempo sono arrivati anche i Carabinieri.

il ragazzo in ospedale

Il 29enne è finito in ospedale per la frattura del naso, con conseguenti difficoltà respiratorie e indebolimento dell’organo, e altri danni allo zigomo e a un dente ancora da valutare. Terminata la convalescenza, ha sporto denuncia e ha incontrato la stampa insieme al suo legale e a Marco Tonti, presidente dell’Arcigay di Rimini che ribadisce la necessità di non banalizzare questi episodi, sintomatici di un reale allarme omofobia. Presente anche Giulia Corazzi, consigliere provinciale con delega alle politiche di genere, che ha espresso la vicinanza dell’ente.

La denuncia è al momento contro ignoti ma è accompagnata da foto della serata in cui si indicano alcuni aggressori. Spetterà ora agli inquirenti ricostruire l’accaduto anche attraverso le immagini della videosorveglianza, identificare le persone coinvolte, confrontare la versione del personale e dei gestori del locale con la ricostruzione della denuncia e accertare le responsabilità. Di una cosa, in particolare, il ragazzo è al momento amareggiato: dall’organizzatore della serata, che conosce, nessun messaggio di condanna sull’episodio o di vicinanza nei suoi confronti.

L’intervista al ragazzo e a Marco Tonti (Arcigay Rimini):

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