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Berilli nega l'uso di oggetti

Omicidio Santucci. Il nipote racconta la sua versione

In foto: @newsrimini.it
di Maurizio Ceccarini   
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ven 10 gen 2020 15:13 ~ ultimo agg. 20:48
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Questa mattina per il 42enne Alessio Berilli, omicida confesso dell’88enne Rosa Santucci, c’è stato l’interrogatorio di garanzia nel reparto di psichiatria dell’ospedale Infermi di Rimini dove è piantonato a seguito del fermo. Ha inteso parlare e al Pubblico Ministero Luca Bertuzzi ha raccontato la sua versione di quanto accaduto nella mattinata di martedì nell’appartamento di via Chieti. Ha negato qualsiasi premeditazione e ha negato di avere usato, oltre alle mani, anche oggetti contundenti per colpire la nonna. E ha ribadito di essere stato lui, dopo il raptus che lo ha colpito, a uscire per far chiamare i soccorsi quando l’anziana respirava ancora. Soccorsi materialmente chiamati, poi, dai vicini ai quali si è rivolto. Ad assisterlo nell’interrogatorio c’era l’avvocato Cinzia Bonfantini, che da oggi è subentrata nell’incarico all’avvocato Alfonso Vaccari.

Il Gip Manuel Bianchi si è riservato di decidere sulla convalida dell’arresto, convalida alla quale si è opposto l’avvocato difensore. Una decisione comunque attesa nel giro di breve. Il Pubblico Ministero ha chiesto l’incidente probatorio per valutare se Berilli sia in grado di intendere e volere, e il trasferimento di Berilli alla sezione psichiatrica del carcere di Piacenza, struttura specializzata. Da lungo tempo l’uomo era seguito dai servizi di igiene mentale dell’Ausl per i suoi problemi psichici. Al momento l’accusa nei confronti di Berilli è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

 

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