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La ricetta per la sanità

Emilia Romagna Coraggiosa, le proposte per la sanità

In foto: i candidati riminesi di Emilia Romagna Coraggiosa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 10 gen 2020 19:21
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Emilia Romagna Coraggiosa, lista che sostiene Stefano Bonaccini, fa il punto sulla sanità regionale partendo dai numeri messi sul piatto nell’ultimo bilancio dell’Emilia Romagna: 8,7 miliardi di euro a sanità e servizi sociali su 11 complessivi.

E’ fuor di dubbio – scrivono i quattro candidati riminesi, Chiara Zamagna, Alfio Fiori, Mara Marani, Fabio Mina – che la sanità della nostra regione è all’avanguardia sia in campo nazionale sia in campo europeo ma noi crediamo che ci siano ancora margini per un miglioramento“.

Ecco le proposte

. Piano straordinario per allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale (risorse da ridefinizione della quota di competenza AUSL per attività intramoenia)
. Piena attuazione del PNGLA (Piano Nazionale Governo Liste di Attesa) con monitoraggio indicazioni modalità prescrizione impegnative visite specialistiche e relativi esiti
. Incremento del 20% dei posti letto nelle strutture per anziani. Nella nostra provincia sono centinaia le domande di persone che chiedono di poter usufruire di queste strutture, questo provoca disagio alla persona anziana e alla famiglia. ( si allega le richieste delle strutture pubbliche riminesi)
. potenziamento del territorio e delle Case della Salute come strutture flessibili, di prevenzione, cura e riabilitazione, integrazione di servizi sociali e sanitari
· programma di investimenti mirati per la sicurezza e qualità degli ospedali ed attuazione partecipata dell’organizzazione per intensità di cura, che corrisponda ad un effettivo miglioramento della presa in carico delle persone e non solo a criteri di risparmio
. riqualificazione dei dipartimenti per la salute mentale secondo percorsi adeguati alle specificità culturali e territoriali e capaci di contrastare efficacemente le politiche che cercano di cancellare la riforma basagliana
. monitoraggio e impegno per la riduzione delle diseguaglianze nell’accesso e negli esiti delle cure attraverso la standardizzazione delle attività e procedure a più alto contenuto organizzativo e tecnologico e la valutazione sistematica degli esiti, anche attraverso la costruzione di nuova funzione di valutazione della qualità
. riduzione dell’impronta ecologica delle strutture sanitarie attraverso la promozione di interventi per la produzione energetica da rinnovabili negli ospedali, la costruzione o la ristrutturazione di strutture sociosanitarie con criteri ecobiocompatibili, buone pratiche per i rifiuti, ecc.
. monitoraggio e valutazione sistematici, a livello regionale, dell’uso più economico ed appropriato dei farmaci in ospedale e nel territorio con forte promozione dell’uso di farmaci generici e fuori brevetto
. in un quadro di ripensamento delle modalità di “fare azienda” sono necessarie regole più stringenti per la scelta dei direttori di ASL, Aziende Ospedaliere e IRCS pubblici attraverso procedure di formazione-selezione dei candidati affidate ad organismi qualificati non politici
. contrasto alla precarizzazione del lavoro ed assunzioni a tempo indeterminato

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