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La Scuola che viaggia

L'ITES Valturio alla conquista della Cina

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
mar 10 dic 2019 10:08
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L’Istituto Tecnico Economico Statale “Roberto Valturio” di Rimini alla conquista della Cina. Dieci studenti di quinta dal 17 al 30 novembre hanno vissuto un’esperienza formativa e professionale nel paese asiatico. Ad accompagnarli la dirigente, Daniela Massimiliani, ed il professor Luigi Ciavarella.

Come nasce questa esperienza all’estero?
“La scuola ha deciso di partecipare al bando 2019, di cui alla legge regionale n. 5/2015, per la concessione di contributi a scuole secondarie di secondo grado dell’Emilia-Romagna – racconta il professor Ciavarella -. L’intento di tale iniziativa era di progettare esperienze formative e professionali per studenti da svolgersi nei paesi esteri dove sono maggiormente presenti le comunità di emiliano-romagnoli. La nostra Scuola fonda la propria azione formativa ed educativa sulle competenze tecnico-amministrative, abbinate a quelle linguistiche e culturali ed ha pertanto deciso di parteciparvi, consentendo ai propri studenti di beneficiare di questa significativa opportunità di crescita. Il progetto ha preso il nome “Emilia-Romagna & Valturio: eccellenze oltre confine””.

Quanti studenti hanno partecipato e di quali classi?
“Il progetto era rivolto alle eccellenze delle classi quinte, con esperienze suddivise su tre destinazioni: quattro studenti in Canada, frequentanti l’articolazione “Sistemi informativi aziendali”, cinque studenti in Spagna, frequentanti l’articolazione “amministrazione, finanza e marketing” e quattro studenti in Cina che frequentano il corso “relazioni internazionali per il marketing”. L’abbinamento dei gruppi di studenti ad ogni destinazione ha tenuto conto dell’indirizzo di studio e delle lingue studiate dai ragazzi, per l’appunto l’inglese, lo spagnolo e il cinese. Dopo l’approvazione del progetto, l’ammissione al contributo regionale e l’individuazione degli studenti meritevoli, la Scuola ha deciso di estenderne la partecipazione, in considerazione dell’entusiasmo rilevato attorno a tale iniziativa, fermo restando che le eccellenze destinatarie del progetto hanno beneficiato del contributo regionale. In definitiva sono stati coinvolti complessivamente 47 ragazzi nelle tre destinazioni.
Le professoresse Patrizia Orazi e Roberta Castracane hanno accompagnato gli studenti che hanno svolto le esperienze a Toronto in ottobre. Le professoresse Brunilde Bove e Nadia Bianchi hanno accompagnato gli studenti che sono stati a Madrid dal 17 al 24 novembre. Io e la Dirigente Daniela Massimilani abbiamo accompagnato il gruppo di dieci studenti in Cina dal 17 al 30 novembre. Sottolineo che queste esperienze sono state possibili grazie al supporto delle associazioni degli emiliano-romagnoli emigrati in questi Paesi. L’associazione CREA, e in particolare Alessia Raisi che la presiede, ci ha sostenuto nelle esperienze a Shanghai e a Pechino, l’associazione Amarcord nelle persone di Giampietro Nagliati Bravi e di Corrado Olmi per Toronto, e l’associazione ASERES, nella persona di Michele Rossi, per le esperienze a Madrid”.

Quali sono state le città della Cina toccate?
“Siamo stati a Shanghai e a Pechino”.

Chi avete incontrato in Cina e quali sono state le vostre mete?
“Innanzitutto abbiamo incontrato Alessia Raisi, che ci ha aperto le porte a tutta l’esperienza. È stata una risorsa fondamentale per la pianificazione degli incontri con le aziende e dei percorsi culturali da seguire, e lo è stata anche in termini formativi per i nostri ragazzi, perché conosce molto bene il cinese e la cultura del luogo.
Abbiamo poi incontrato la comunità di italiani che vive in Cina e siamo stati ricevuti da alcune delle imprese che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo come Technogym, Savino del Bene, Fabbri (Amarene) e Lamborghini. Siamo stati ricevuti dai general manager che gestiscono le sedi in Cina di queste aziende, che hanno spiegato ai ragazzi come sono organizzati, qual è l’importanza strategica del mercato cinese anche su basi prospettiche per il loro business e fornito suggerimenti ai ragazzi sul loro futuro in un mondo globalizzato, senza perdere mai di vista il grande valore dell’eccellenza italiana nella tecnologia e nella qualità del servizio o del prodotto. Un grande impatto lo hanno avuto anche le testimonianze degli italiani che lavorano in queste sedi e dei percorsi di studio e di lavoro che hanno affrontato. Questi incontri sono stati davvero molto intensi e condotti in un clima di grande ospitalità. Esperienza favolosa anche per noi accompagnatori!
E come previsto dal progetto, i ragazzi hanno vissuto non solo un’esperienza professionale, ma anche di tipo linguistico e culturale, visitando Shanghai, dal Bund alla città sull’acqua di Zhujiajiao, e Pechino, dalla città proibita alla Grande Muraglia, e tanti altri siti di notevole valore storico-culturale. Non da ultimo, l’esperienza è stata caratterizzata dal confronto quotidiano con la gente del luogo, dove l’inglese non è diffuso come in altre parti del mondo, dai ristoranti ai trasporti e in altre situazioni. Ciò ha costituito una formidabile occasione di crescita per i nostri ragazzi che se la sono cavata alla grande”.

Che esperienza è stata per gli studenti?
“”Indimenticabile”. Questa è la parola ricorrente nei loro commenti – continua il professor Ciavarella -. Sono riusciti a cogliere pienamente il valore dell’esperienza vissuta in tutti gli aspetti. Sono rimasti affascinati dagli incontri con le aziende e da tutto ciò che hanno visto, nonché dalle amicizie che hanno stretto in questi giorni con alcune persone del luogo. Mi viene in mente una delle tante situazioni nelle quali ci si può trovare in Cina e che abbiamo affrontato. Eravamo a Pechino e dopo una giornata di cammino eravamo esausti, anche per il freddo intenso. Entriamo in un bar, facciamo una pausa, e decidiamo di rientrare in albergo chiamando un taxi. Ma in Cina chiamare un taxi non è semplice. Lo diventa solo se hai un’apposita applicazione con la quale paghi la corsa ma è necessario avere un conto corrente o una carta di credito cinese legata ad un account. Così i ragazzi hanno richiesto al barista di chiamare i taxi per nostro conto, corrispondendo il dovuto allo stesso che ha pagato la corsa per noi. Si sono divertiti, hanno sfoggiato il loro cinese con non poche difficoltà e sono riusciti nell’intento! E, preciso di nuovo, consideriamo che qui l’inglese non è di casa. Pertanto le difficoltà con una lingua così complessa come il cinese rendono tutto molto complicato, specie se in alcune circostanze non c’è un supporto. Viaggi di questo genere in un Paese così diverso dal nostro richiedono un’apertura mentale e una notevole voglia di mettersi in gioco. E i nostri ragazzi hanno dimostrato di avere tali qualità”.

La Cina è vista dai giovani di oggi come una nuova opportunità?
“Assolutamente sì. Tutto il mondo guarda a questo Paese, che non è solo uno stato ma è un quinto dell’umanità che viaggia a ritmi sostenuti. Si badi bene. Non è semplice affrontare le diversità che la Cina presenta, dalla lingua alla cucina, dalle abitudini quotidiane alle problematiche sociali e ambientali. Ciò che però è innegabile è la direzione intrapresa: una potenza economica ed industriale che sta già facendo la differenza da anni e lo sarà ancor di più in futuro, cosciente dei cambiamenti che deve affrontare e su cui è già avviata. Con la giusta determinazione e voglia di crescere i nostri giovani possono guardare alla Cina come terreno fertile per la propria crescita professionale. Ciò è confermato dalle testimonianze dei nostri connazionali che vi vivono e vi lavorano. Non è un invito ad espatriare ma a fare tesoro di potenziali esperienze, a prescindere da quale possa essere il cammino professionale successivo”.

Quale sarà il prossimo step del progetto?
“Stiamo mettendo in moto attività di disseminazione dei risultati dell’esperienza tramite i social network e con incontri a Scuola. Alla fine relazioneremo il tutto alla Regione Emilia-Romagna.
Ne approfitto per ringraziare tutti gli accompagnatori e le associazioni all’estero, già menzionate, che hanno supportato il progetto – conclude Luigi Ciavarella -. Un grazie particolare va alla Segreteria della Scuola, che ha gestito con pazienza e professionalità tutta la parte amministrativa, e alla Professoressa Patrizia Orazi, che ha lavorato insieme a me nella realizzazione dell’idea progettuale, e non da ultimo alla nostra Dirigente, la professoressa Daniela Massimiliani, che ha promosso l’iniziativa e si è messa in gioco in prima persona”.

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