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Regole chiare per tutti

Commercio in crisi. Regione lavora a testo unico per corretta concorrenza

In foto: negozi in crisi, anche l'Emilia Romagna in difficoltà
di Andrea Polazzi   
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lun 4 nov 2019 12:49 ~ ultimo agg. 5 nov 13:13
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La crisi del commercio è ormai conclamata da anni. I numeri resi noti nei giorni scorsi da Federmoda lo testimoniano: dal 2011 al 2019 hanno chiuso in Italia 50.000 punti vendita del solo dettaglio moda, a fronte di 25.290 nuove aperture. E non fanno eccezione né l’Emilia Romagna, né la provincia di Rimini che negli ultimi 7 anni ha perso 1.517 imprese di cui ben 629 tra tessile, intimo, abbigliamento, accessori, calzature e pelletteria. Di fatto 89 negozi in meno all’anno. La Regione cerca allora di correre ai ripari. Da mesi infatti è al lavoro per elaborare un nuovo codice del commercio. L’obiettivo è quello di mettere nero su bianco regole chiare e trasparenti per i negozi ma anche per i colossi dell’e-commerce e gli outlet additati dalle associazioni di categoria come le principali cause della crisi del commercio.  “C’è bisogno di maggiore trasparenza e di regole a tutela dei consumatori – spiega l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini – anche per rispondere alle esigenze dei negozianti”. La Regione è intenzionata a “mettere ordine alla giungla di sconti e vendite promozionali – prosegue l’assessore – attraverso regole semplici e codificate che difendano, in primo luogo, il potere d’acquisto dei cittadini e sostengano anche i piccoli dettaglianti”. Il percorso prevede il coinvolgimento di enti locali, associazioni di categoria, imprese e lavoratori. Il nuovo testo unico, spiega Corsini, sarà uno dei primi atti che arriveranno in aula nella nuova legislatura. Visto che si voterà il 26 gennaio e ci saranno poi i tempi tecnici per la formazione della Giunta e quant’altro, probabilmente non se ne parlerà prima di marzo. In attesa del nuovo provvedimento, i commercianti si dovranno accontentare degli 8 milioni messi sul piatto nel 2019 dalla Regione per sostenere botteghe storiche, piccoli negozi, bar e pubblici esercizi.

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