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rassegna di coop alleanza

L'incanto di Franco Arminio alla cappella Petrangolini per la rassegna "ad alta voce"

In foto: Il poeta e scrittore Franco Arminio
di Lucia Renati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 21 ott 2019 10:24 ~ ultimo agg. 11:12
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Una carezza è più bella se la si riceve di nascosto, lontano dal rumore, concentrandosi solo sul proprio “sentire” e su quello dell’altro. Lontano dalla folla del centro di Rimini del sabato pomeriggio, eppure nel cuore della via più frequentata, alla cappella Petrangolini è andata in scena la lettura intima e preziosa di “Acrobati delle parole – Giocare con i segni” all’interno della rassegna “ad alta voce”, la kermesse culturale organizzata da Coop Alleanza 3.0 che si è conclusa ieri. La bellezza se ne sta nascosta e bisogna saperla cercare, nel caso dell’appuntamento di sabato pomeriggio alla cappella Petrangolini di corso d’Augusto a Rimini, bisognava però anche essersi prenotati per poter accedere al piccolo spazio di uno dei gioielli della Rimini nascosta.

Lo scrittore posta Franco Arminio, che si autodefinisce “paesologo” per la sua capacità di scrivere e descrivere il mondo (e gli uomini) con le parole utilizzando la natura e le sue immagini. I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”. Arminio, così come gli altri due lettori protagonisti del pomeriggio, è stato accompagnato dall’arpa di Monica Micheli.

Lo scrittore Marco Belpoliti, ha presentato anche la poetessa e traduttrice di testi buddhisti Chandra Livia Candiani e l’insegnante e scrittore Umberto Fiori, nel corso di “Acrobati delle parole – Giocare con i segni”. L’accompagnamento musicale all’arpa curato da Monica Micheli.

La rassegna è stata per la prima volta a Rimini con la collaborazione delle istituzioni e delle associazioni locali.

La cappella Petrangolini: 

Il Palazzo Guidi-Petrangolini fu la dimora riminese dei conti Petrangolini, famiglia nobile di origini urbinate, che si trovava in corso d’Augusto, dove adesso c’è palazzo Guidi, fu praticamente distrutta a causa dei bombardamenti subiti nell’ultima guerra mondiale. La famiglia Guidi edificò l’attuale palazzo, ricostruendo l’ex palazzo Petrangolini e nella coorte interna della struttura oggi si possono ammirare i reperti del fastoso palazzo, ovvero il pozzo e la cappella privata. La cappella privata fu edificata tra il 1926 e il 1927, progettata dal conte Petrangolini, che affrescò egli stesso.

Le precedenti edizioni di “Ad alta voce”:

Dallo scorso anno, e in modo più marcato in questa 19 esima edizione, il viaggio di “Ad alta voce” nelle città italiane più rappresentative si è “contaminato” con le caratteristiche di spicco delle stesse. Rimini rappresenta un importante approdo: da qui, infatti, la manifestazione itinerante – che dal 2001 porta letture in luoghi insoliti delle città italiane scegliendo luoghi della quotidianità e trasformandoli, per un giorno, in location speciali – prende le mosse per acquisire un respiro nazionale. Dalla prima edizione, nel 2001, a oggi, “Ad alta voce” ha coinvolto oltre 700 autori che hanno dato voce ai loro libri preferiti davanti a migliaia di persone in numerose città italiane: Bologna, Venezia, Ravenna, Cesena, Ancona, L’Aquila, Trieste, Padova, e Ferrara.

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