venerdì 13 dicembre 2019
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Il commento da Rimini

Criminalità. Il comune: bene calo reati ma lo Stato resta "distratto"

In foto: Andrea Gnassi
di Andrea Polazzi   
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lun 14 ott 2019 11:21 ~ ultimo agg. 15:16
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Da una parte l‘alta propensione alla denuncia e dall’altra l’impatto del turismo che emerge in particolare nel posizionamento in alcuni tipi di reati predatori. Così l’amministrazione comunale di Rimini commenta la classifica sulla criminalità del Sole 24 Ore che posiziona la provincia al secondo posto dopo Milano per reati denunciati (vedi notizia). Il comune evidenzia anche il cospicuo calo delle denunce rispetto al 2017: meno 7%. Un trend, spiega, che si riscontra in maniera continua dal 2013.

L’amministrazione denuncia poi le mancanze da parte dello Stato che “ha mosso solo pochi e timidi passi, ad esempio, per il passaggio di categoria della Questura che come primo risultato avrebbe l’incremento permanente degli organici di Polizia, uscendo dalla ‘implorazione’ dei rinforzi estivi che ormai in provincia di fermano per poco più di un mese“. Sul tema delle sedi invece “abbiamo già dato e detto anche nei giorni scorsi” ricorda l’amministrazione. Infine il plauso alle forze dell’ordine perché, ribadisce il comune, se i reati calano è per volontà e abilità di chi opera sul territorio. “Tutti gli altri – conclude la nota –, non importa coalizione o colore partitico, beh, diciamo che continuano ad essere distratti”.

Tabella reati denunciati in provincia di Rimini 1996/2018

ANNO TOTALE DELITTI DENUNCIATI

PROVINCIA DI RIMINI

1996 28.688
1997 29.657
1998 26.319
1999 19.421
2000 19.433
2001 19.277
2002 19.888
2003 23.507
2004 22.729
2005 23.032
2006 24.126
2007 26.521
2008 22.438
2009 22.500
2010 20.235
2011* 23.054
2012 24.681
2013 26.741
2014 26.631
2015 26.136
2016 24.261
2017 23.448
2018 21.799
  • fino al 2010 la Provincia di Rimini comprendeva 20 Comuni, dal 2011 amministrativamente si sono aggiunti i 7 Comuni dell’Alta Valmarecchia

Il commento integrale da parte dell’amministrazione di Rimini

Restano la propensione alla denuncia- evidentemente ancora più forte e sentita nel Nord Italia- e l’impatto statistico dei consistenti flussi turistici sul territorio le principali cause della conferma dei 25 Comuni della Provincia di Rimini nella tradizionale classifica sulle denunce dei reati, pubblicata quest’oggi dal quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’. Se la prima motivazione è segnale della tenuta del tessuto civico in relazione all’efficacia delle forze dell’ordine e delle istituzioni, l’importante peso dell’accoglienza turistica sull’area riminese si può leggere in controluce attraverso l’alta posizione in alcune tipologie di reati, per così dire predatori, tipici dei luoghi ad alta concentrazione di ospitalità e più ricchi.
Al di là delle disquisizioni sui paradossi o meno della statistica, il dato 2018 merita di essere osservato nella sua sostanza. La provincia di Rimini ha un positivo calo delle denunce alle forze dell’ordine pari a – 7 per cento rispetto all’anno precedente, che in numeri assoluti significa 1.649 reati in meno. Una delle contrazioni più alte registrate in Italia lo scorso anno. Interessante però il trend pluriennale: comprando il quinquennio 2013/2018 la provincia registra una diminuzione di 4.942 reati, pari statisticamente a un – 22,6 per cento. Un progresso evidente e innegabile. Non solo: il dato 2018 è nettamente il più basso dal 2011 e cioè dall’anno in cui la provincia di Rimini ha allargato i suoi confini e la sua demografia con l’ingresso dei 7 Comuni della Valmarecchia, avvicinandosi ai numeri precedenti relativi a un territorio provinciale più ‘magro’ e comunque molto distante dai picchi registrati nella seconda metà degli anni Novanta.

Quello che conta, in ogni caso, di statistiche come questa è la tendenza su più anni. E il trend per l’area riminese è chiaramente in discesa dal 2013.
Detto ciò, non è certo il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi. Restano infatti sul tappeto tutte le questioni ‘strutturali’ note a tutti, da Roma in giù. E’ utile ancora una volta sottolineare come questi positivi risultati siano frutto della costanza, del lavoro, dell’abnegazione delle forze dell’ordine di stanza in provincia di Rimini, in sinergia e in collaborazione con le 25 amministrazioni comunali, l’amministrazione provinciale e l’associazionismo diffuso (si pensi solo alla straordinaria attività di sensibilizzazione e concreta che portano avanti l’osservatorio sulla criminalità sul fronte del contrasto alle infiltrazioni mafiose e gruppi come Rompi il Silenzio e altri nei confronti dell’emersione del fenomeno della violenza verso le donne). Nonostante promesse, impegni, patti sottoscritti, lo Stato Italiano- titolare per costituzione e per legge delle politiche sulla sicurezza- ha mosso solo pochi e timidi passi, ad esempio, per il passaggio di categoria della Questura che come primo risultato avrebbe l’incremento permanente degli organici di Polizia, uscendo dalla ‘implorazione’ dei rinforzi estivi che ormai in provincia di fermano per poco più di un mese. Sul problema delle sedi, vecchie e nuove, come si dice…abbiamo già dato e detto anche nei giorni scorsi. Alla fine, di tutte questa classifiche restano ogni anno qualche analisi centrata, qualche polemica politica e una considerazione di fondo, la più importante: tutto quello che di buono che si fa in provincia di Rimini sul fronte della sicurezza, ed è tanto di buono vedendo il deciso calo dei reati, va ascritto alla volontà e all’abilità di chi qui opera. Tutti gli altri, non importa coalizione o colore partitico, beh, diciamo che continuano ad essere distratti”.

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di Redazione   
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