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Fondi anche per morosità

Rette nidi, stanziamento straordinario dalla Regione

In foto: repertorio
di Redazione   
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gio 18 lug 2019 14:14 ~ ultimo agg. 14:38
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Il Reddito di Solidarietà introdotto negli anni scorsi dall’Emilia-Romagna si trasforma in aiuti per le rette ai nidi e all’affitto. È la novità principale contenuta nell’assestamento del bilancio 2019 della Regione. La misura vale circa 30,5 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni: 18 saranno destinati ad abbattere e in alcuni casi azzerare le rette dei nidi, come ha spiegato il governatore Stefano Bonaccini, mentre 12,5 andranno ai fondi contro la morosità. Toccherà ai Comuni in queste settimane decidere, in base alla propria organizzazione, parametri e criteri di erogazioni dei contributi.

Le risorse per i nidi vengono assegnate a tutti i 220 Comuni dell’Emilia-Romagna sede di servizi educativi per la prima infanzia, che avranno il vincolo di utilizzarle esclusivamente per l’obiettivo individuato, quindi per abbattere o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi, sia pubblici che privati convenzionati. Si tratta di una realtà che in Emilia-Romagna interessa una platea di oltre 28.400 bambini (0-3 anni), quelli appunto iscritti sull’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini, ai nidi e ai servizi integrativi per la prima infanzia, come esempioSpazio bambini, Centri per bambini e famiglie e Servizi domiciliari. A questo obiettivo sono destinati, per l’anno scolastico 2019-2020 18,25 milioni, posta che sarà poi ripetuta anche per i due anni scolastici successivi 2020-2021 e 2021-2022 in sede di predisposizione del prossimo bilancio pluriennale.

Per quanto riguarda i contributi per i nidi, ai Comuni sede di servizi sarà assegnato un budget finanziario determinato sulla base del numero dei bambini iscritti nell’anno 2017-2018. Potranno usufruire delle risorse soltanto i Comuni che entro il 15 settembre 2019 faranno richiesta di finanziamento alla Regione, accompagnata daun impegno formale di utilizzo delle risorse esclusivamente per l’abbattimento delle rette di frequenza.

La riduzione delle rette interesserà i nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro, che potranno risparmiare in media 1.000 euro l’anno per ogni bambino iscritto, anche di più nel caso di un bambino disabile o residente in un Comune montano. Decidere come articolare concretamente l’abbattimento o addirittura l’azzeramento delle rette spetterà ai Comuni, posto che la politica tariffaria risulta oggi molto diversificata nel territorio. Considerando che attualmente il costo delle rette mensili può variare da 100 a 500 euro per un nido a tempo pieno, l’impatto atteso porterà all’abbattimento di almeno un terzo per le rette medie o fino all’azzeramento per quelle più basse.

Modalità e criteri di assegnazione dei contributi per l’affitto, invece, saranno definiti da un’apposita Cabina di regia, composta da rappresentanti di Regione e Comuni, che si insedierà a breve. È in ogni caso intenzione della Giunta far precedere la predisposizione della misura da un tavolo di concertazione con le rappresentanze sociali coinvolte, al fine di approntare un provvedimento che possa assumere un più incisivo carattere strutturale nel triennio 2020-2022.

“Abbassare le rette di iscrizione al nido – spiega l’assessora regionale Emma Petittisignifica garantire a un maggior numero di bambini la possibilità di frequentare ambienti di crescita e di sviluppo qualificati e alle loro famiglie di conquistare maggiore autonomia. Penso in particolare alle madri troppo spesso costrette a scegliere tra l’accudimento familiare e il lavoro, soprattutto in una regione come la nostra in cui il tasso di occupazione femminile è, fortunatamente, tra i più alti del Paese. Da qui- chiude – la scelta di destinare una quota di risorse considerevole ai servizi rivolti ai bambini più piccoli. Investire su di loro significa investire sul futuro della nostra comunità”.

1.400 le famiglie riminesi interessate dal possibile risparmio. Per la consigliera regionale del PD Nadia Rossi “Politicamente è la concretizzazione di un messaggio importante per l’empowerment delle donne: pieno sostegno a chi lavora e ha bisogno di conciliare i tempi di cura della famiglia con quelli della propria occupazione In una zona come la Riviera, questo provvedimento, insieme al contributo regionale che ha ridotto le rette di iscrizione ai centri estivi, è un ulteriore ed inedito aiuto che supporta le famiglie e conferma la bontà e la fermezza delle politiche di welfare emiliano-romagnole 365 giorni l’anno”.

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