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di Redazione   
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sab 1 giu 2019 09:23 ~ ultimo agg. 13:29
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“Con urgenza ma non con fretta”. Così le associazioni ambientaliste riminesi titolano il loro intervento sulla briglia di Ponte Verucchio che ha parzialmente ceduto con le piene di metà maggio. Associazioni che già prima dell’episodio, all’annuncio dell’arrivo di 850mila euro dalla Regione per interventi di messa in sicurezza, avevano espresso perplessità sulla gestione della vicenda: “si vuole intervenire in emergenza dopo chel asi è creata”, scrivono. Sollecitando ancora ad attuale, invece, quanto previsto dal Contratto di Fiume.

L’intervento è firmato dal Coordinamento associazioni ambientaliste del riminese che comprende: ANPANA Rimini, dnA Rimini, Fare Ambiente, Fondazione Cetacea, Italia Nostra, Legambiente, L’Umana Dimora, WWF Rimini


Con urgenza ma non con fretta.

Si vuole ancore intervenire in emergenza dopo che la si è creata. La Provincia rileva nuovamente la gravità della situazione con un ulteriore sopralluogo a Ponte Verucchio dove è crollata la briglia di prelievo già compromessa da tempo.

La realizzazione della Briglia di Ponte Verucchio oltre 30 anni fa, da parte del Consorzio di Bonifica, non ha fatto che aggravare una situazione già gravissima, determinata dalle escavazioni in alveo degli anni 70/80. L’assetto idrogeologico dell’area è infatti compromesso per molti chilometri Oggi la gravità non sta nel crollo della briglia ma in ciò che rimane dopo 30 anni di attività.

Il Presidente Santi della Provincia sollecita urgenti e ingenti interventi a ripristino della situazione che tanti danni ha creato al nostro ambiente e territorio. Questo è il metodo con cui si continua a perpetuare gli errori del passato.

Ribadiamo le cose che riteniamo necessarie mettere in campo per permettere un percorso virtuoso che porti alla soluzione dei problemi creati in questi ultimi 30 anni al nostro fiume:

-Con l’intervento proposto dalla provincia e finanziato dalla Regione si fanno lavori con soldi pubblici, per finalità private. Infatti lo scopo di questa infrastruttura è di prelevare acqua dal corso del fiume da cedere agli agricoltori, oltre a intervenire a tutelare la centralina idroelettrica privata collettivizzando invece i costi per la sua salvaguardia;

-è necessaria una visione integrata del territorio e delle sue problematiche, affrontando in modo settoriale e parziale il problema si perpetua aggravandolo;

-un intervento che abbia una visione di vantaggio “pubblico” a favore di tutta la collettività dovrebbe integrare questo punto di prelievo con il riuso delle acqua del Depuratore di Santa Giustina

-l’intervento previsto di sola riparazione della briglia consolida e perpetua lo squilibrio che la stessa produce nell’assetto idrogeologico del tratto di fiume a valle e per molti chilometri.

-la stabilità del ponte di Ponte Verucchio non è messo in crisi dall’erosione fluviale;

-si continuano a ignorare le pratiche necessarie che possono portare a soluzione tutte queste criticità, pratiche e metodi elaborati e proposti nel Contratto di Fiume che portano a soluzione definitiva, con un intervento complessivo su fiume e ponte a monte;

Riteniamo pertanto necessari e opportuno rivalutare complessivamente la situazione prospettata dall’investimento di 850 mila e dal crollo della briglia. Chiediamo alla Regione impegno fattivo nel sollecitare a iniziare a dare attuazione al Contratto di Fiume da essa fortemente voluto ma ora non adeguatamente supportato; alla Provincia di valutare la questione con una visione integrata di territorio ed affrontare i problemi con urgenza ma non con l’approssimazione della fretta.

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